Valle del Chiese
La Valle del Chiese, situata al confine con la provincia di Brescia, nel sud-ovest del Trentino, nasce dal gruppo dell’Adamello. All’origine prende forma dalla Val di Fumo, dove nasce il fiume Chiese, che da il proprio nome alla valle. Dalla Val di Fumo, la valle prende quindi il nome della Val Daone.
La Valle del Chiese, quindi, va a confluire nelle valli Giudicarie Interiori, per scendere poi verso la Lombardia. E’ caratterizzata da molteplici specchi d’acqua, alcuni artificiali altri di origine naturale. Il fiume Chiese nel suo percorso verso la Lombardia si getta nel lago di Idro, per poi giungere nella provincia bresciana e successivamente in quella mantovana, dove incontra il fiume Oglio.
Tra i centri urbani più importanti, ricordiamo sulla statale del Caffaro nr. 237, Roncone, Lardaro, Pieve di Bono, e Condino. Il centro più importante della valle è il paese di Storo, collocato a sud rispetto alla valle stessa. Si trova alla confluenza con la Val d’Ampola che attraverso la strada statale nr. 240 di Loppio – Val di Ledro, conduce alla Val di Ledro ed al bacino del Garda.
Provenendo dalla Busa di Tione il primo paese che incontriamo nella Valle del Chiese è Roncone. Si tratta di un piccolo centro sorto sulle sponde del torrente Adanà. Verso valle troviamo l’omonimo laghetto circondato da una piacevole passeggiata. La chiesa di Santo Stefano costruita in posizione dominante rispetto al piccolo centro, conserva uno splendido organo di 300 anni di vita. E’ un tipico esempio dell’arte organaria in Trentino e merita sicuramente una visita.
Subito dopo troviamo uno dei paesi più piccoli del Trentino; Lardaro situato in una zona strategico-militare della valle. Grazie a questa posizione l’esercito austriaco provvide a costruire sul colle Revegler un fortino, al quale vennero aggiunti successivamente altri forti. Oggi è possibile vedere in condizioni accettabili forte Larino e forte Corno. Presso la chiesa della decollazione di S. Michele è conservato un organo costruito da Mascioni.
Si torna in sella alla volta di Pieve di Bono la cui origine risale alle 7 pievi, che un tempo formavano questo territorio. A Pieve di Bono ci sono alcune cose da vedere; in primis il Castel Romano, dimora dei signori Conti di Lodron feudatari della valle. Con la partenza dei conti il maniero perse di importanza e cadde in degrado. Altro sito di interesse è la chiesa di Santa Giustina la cui abside risale al quattrocento. La chiesa presenta stili romanici, gotici e barocchi risultato delle differenti epoche, molto interessanti il ciclo di affreschi che vi si trova all’interno. Per coloro che amano le passeggiate è da affrontare il sentiero botanico che parte dalla località Cologna che porta al Castel Romano, lungo il sentiero le piante che si incontrano sono tutte eticchettate con una scheda informativa.
Cimego è un altro piccolo borgo che grazie alla posizione e alla emigrazione dei suoi abitanti ha conservato fino ad oggi lo stile architettonico e le suggestioni rurali di un tempo. Oggi grazie all’attivismo dei suoi abitanti, Cimego ha visto rifiorire il proprio centro grazie alla valorizzazione del paese e del territorio. Molte escursioni proposte sull’altopiano di Boniprati e sul rio Caino; a ciò si aggiungono le due chiese di San Martino e San Antonio Abate. Per giungere a Boniprati, da Cimego, si transita per la borgata di Castel Condino, piccolo e bel borgo posto a mezza costa sul pendio della montagna. Il paese crebbe nei dintorni di un castello, da qui l’origine del toponimo. La popolazione ha vissuto dell’allevamento del bestiame e dell’agricoltura. Nel fondo valle si trova il paese di Condino, dove è di particolare interesse il Palazzo alla Torre, oggi sede del Municipio, che dopo un intervento di restauro è stato riconsegnato alla collettività. Sul borgo domina il convento dei cappuccini, oggi in disuso ma abitato per secoli da una comunità di frati. Ricca di spunti d’arte sacra è la Pieve di Condino, posta al di fuori del centro abitato; recenti restauri hanno riportato alla luce un affresco.
Come detto il centro urbano ed economico più importante del Chiese è Storo. E’ un paese che mantiene lo stile architettonico contadino di una volta. Ancora oggi le case e le piazze mostrano inserti di legno tipici di un tempo passato; scale, ballatoi, essiccatoi, ruote dentate per il sollevamento e fontane in pietra, caratterizzano le vecchie case contadine. Meritano una visita le chiese di San Lorenzo con i suoi affreschi e di San Floriano. Quest’ultima conserva una tela preziosa del Romanino. Storo, oggi è un centro noto soprattutto per l’abbinamento del suo nome all’oro del Chiese, ovvero alla farina gialla, dalla quale si ottiene un’ottima polenta montana. Questo prodotto frutto della fatica e del sacrificio dell’uomo, un tempo simbolo di povertà e miseria, oggi è al contrario un prodotto di ricco e di qualità, utilizzato sempre più nelle ricette di alta cucina, come ingrediente tipico e unico.
Qualche curiosità: Nelle vicinanze di Castel Condino, si trova malga Table, con tanto di stalla cascina e casera con caldaia. Per arrivarvi si seguono le indicazioni per Prezzo, verso la spianata di Boniprati, quindi si procede per malga Baite, che si lascerà sulla destra e ancora in salita per un breve tratto di strada. Presso la malga è possibile acquistare i prodotti caseari. In località Boniprati, punto di partenza per passeggiate ed escursioni, è situato il rifugio Lupi di Toscana.
All’agriturismo La Polentera, potrete trovare tutta l’atmosfera delle antiche tradizioni del Trentino; sia per il vostro soggiorno nel Chiese, sia per gustare i sapori della gastronomia locale. Qui la regina in cucina è la Farina di Storo; un semplice piatto rurale, “la polenta”, che si riscopre protagonista della buona tavola, coniugandosi con diverse ricette. Ottima la simpatia e squisita l’ospitalità.
Tra le curiosità che si possono incontrare da queste parti, la simpatica iniziativa di Storo, che prende il dei “Masöi de formantas süi spèrgoi” (ovvero, mazzi di granoturco esposti sui solai). La manifestazione rievoca le antiche usanze contadine di un tempo, quando gli abitanti di Storo facevano essiccare il mais, sui ballatoi delle case, per poi produrre la farina, elemento fondamentale della storia di questi luoghi. La manifestazione-concorso si tiene tra dicembre e gennaio di ogni anno, ma il risultato finale si può vedere anche tempo dopo a patto che si passeggi per il paese.






Un ringraziamento speciale per la Vostra iniziativa. Ci ha fatto moltissimo piacere che nonostante la giornata impegnativa di domenica Vi siate trovati bene, apprezzando le nostre pietanze.
Un caloroso saluto dalla Polentera, a presto.