Dal Passo del Brocon la strada scivola tra vivaci curve; il tracciato segue l’andamento agitato del pendio della montagna, risulta serpentino ed è molto divertente al quale, però, bisogna prestare attenzione a causa della sede stradale particolarmente stretta. Guidiamo spensierati immersi nella natura splendida di questi territori incontaminati, viene voglia continuamente di guardarsi attorno, ma la strada nervosa non concede distrazioni, a patto che non si alzi il visierino e concedendosi una guida rilassata per godersi al meglio la vista sul panorama e per respirare l’aria frizzante.
Pur essendo una strada ostica quello che dal Brocon scende verso il Primiero è un percorso che appaga ogni tipo di motociclista, dal neofita al più esperto. Ben presto si giunge a Canal San Bovo, il principale centro abitato della Val Vanoi; vale la pena percorrere la valle a ritroso fino al borgo montano di Caoria. Una leggera deviazione e la strada ci conduce al piccolo e spettacolare lago di Calaita. Qui possiamo lasciare le moto e far due passi per assaporare la natura del Trentino che appare rigogliosa e immensa.
Ritorniamo sui nostri passi, facendo rotta per la val del Cismon. Chi va di fretta può optare per la veloce strada che attraversa il traforo della Gobbera, che collega le due valli. Al contrario chi preferirà aggiungere due curve al proprio “score” potrà divertirsi svalicando il passo della Gobbera. Si giunge, quindi, nella verde e pianeggiante val del Cismon. La strada una volta incontrato il fondo valle si fa docile e comoda; possiamo guidare rilassati e puntiamo il muso della nostra due ruote alla volta dei paesi di Imer, Mezzano e Fiera di Primiero.
Da qui verso San Martino, la statale torna ad essere un percorso divertente tra curve, “esse” e tornanti. La vegetazione alpina ai lati della strada si fa fitta, gli alti fusti di abeti e larici ci impedisce di osservare le grandi montagne e possiamo concentraci sul nostro stile di guida. Attraversando il paese di San Martino di Castrozza si possono vedere gli storici alberghi e gli impianti di risalita che portano i turisti sulle pendici delle Dolomiti; osservarle lascia senza fiato, qui le grandi pareti verticali vengono chiamate Pale, ammirarle dal basso ci fa sentire piccoli.

Passo Rolle, sullo sfondo le Pale di San Martino si nascondono tra le nubi

Il Cimon della Pala avvolto in una coltre di nuvole bianche
Sono montagne straordinarie tra le più belle vette delle Dolomiti. Decidiamo di avvicinarci alle cime. All’uscita del paese, parte immediato il toboga verso il passo Rolle; inizialmente la strada presenta dei tornanti intervallati da rettilinei; poi si sale ed il ritmo diventa incalzante trasformandosi in un godevole su e giù. In prossimità del colmo la strada ritorna sinuosa e ci ritroviamo al cospetto delle grandi pareti; è d’obbligo una sosta per la foto di rito con le Pale di San Martino come sfondo. Anche se ricoperte dall’abbraccio delle nuvole bianche la loro vista è superba. Le Dolomiti sono sempre uno spettacolo. Giunti sul passo troviamo un’alternanza di negozi di souvenir, bar, alberghi e ristoranti che rovinano un po’ la magia delle montagne; basta allontanarsi soltanto di qualche metro per ritrovarsi nel verde dei prati del Rolle. Dopo una buona sosta possiamo proseguire il giro avventurandosi verso le curve di Paneveggio e del versante fiemmese.

La roccia dolomitica buca le nuvole bianche per mostrarsi. E’ uno spettacolo
Percorsi alternativi: Questo del Primiero è un comprensorio vasto; il centro naturale della valle risiede nel borgo di Fiera di Primiero e nei vicini paesi di Transacqua, Tonadico e Siror, tutti racchiusi in un fazzoletto di terra.
Da questo centro immaginario possiamo dirigerci verso la val di Canali, al cui ingresso si ergono, su uno spuntone di roccia, le rovine di Castel Pietra del XIII.
Dobbiamo seguire la S.S. n. 347, che sale a Passo Cereda. Dopo circa 3 km è posta la deviazione per la Val Canali e Villa Welsperg.
Noi svoltiamo per la val Canali. Villa Welsperg, che è la sede dell’ente parco naturale di Paneveggio e Pale di San Martino, nonché centro visitatori. L’edificio si erge al centro di un verde pascolo e nelle vicinanze di un grazioso laghetto.
Da qui si raggiunge la località Piereni, dove il bosco lascia spazio ad una bella radura, ove sorgono alcune baite montane: il paesaggio dolce e il verde dei prati riempie il cuore di serenità. Per i motards sensibili alla gastronomia alpina, consigliamo di infilare le gambe sotto un tavolo dello Chalet Piereni.
Entrando in val Canali, seguiamo le indicazioni per la località Piereni, poste ben in evidenza ad un bivio pieno di cartelli e indicazioni.
Al bivio si svolta a sinistra e si prosegue fino ad arrivare ad un ponte ove troviamo un secondo bivio. Proseguendo sulla destra si arriva, dopo una breve salita, allo chalet Piereni. Se invece, si svolta a sinistra si può giungere fino a Siror seguendo le indicazioni per le località di Tais e Petina.
La strada che porta a Siror è stretta e non collaudata, ma il fondo è asfaltato ed in buone condizioni; nei tratti boschivi è coperta di foglie e pietrame, perciò si consiglia un’andatura tranquilla, che tra l’altro vi permetterà di godere dello splendido scenario naturale.
Dopo aver oltrepassato la località Tais, giungerete presso la località Petina, dove si trova l’omonimo rifugio, che pur essendo molto accogliente, offre dei piatti elaborati ma poco abbondanti per l’appetito di un affamato motards. Proseguendo la strada si arriva a Siror.
Riprendiamo la strada che ci porta al passo Cereda; la discesa verso il Mis e le valli bellunesi è più tortuosa e stretta della salita. Si deve alzare la soglia di attenzione, ma tranquilli il divertimento è assicurato. Una breve ma interessante alternativa in territorio veneto è la forcella Franche.
Se invece di risalire la strada statale n. 50 verso nord, la approcciamo in direzione sud, entriamo nella gola della valle di Schener, possiamo ammirare l’omonimo lago che ci accompagna nel territorio feltrino in Veneto.
Da Imer, svoltando verso est, giungiamo nella Val Noana, un valle laterale non molto ampia ma selvaggia e suggestiva. Chi la visita respira un senso di isolamento che raramente si riesce a provare. E’ un luogo che regala pace serenità e molte occasioni per incantevoli passeggiate sempre circondati da una natura incantata. La strada è completamente asfaltata e dopo 8 Km circa termina al rifugio Fonteghi.
Un altro breve percorso è quello che porta sull’alpe di Vederna, che si può raggiungere sia da Pontet, che dalla Val Noana direttamente dal paese di Imèr. Si consiglia il tragitto, particolarmente ardito, solo ai piloti esperti da fare preferibilmente con moto da enduro.
Qualche curiosità: La vita montana della tradizione è fatta di cicli temporali, che riprendono quelli della cultura contadina. La fine dell’estate per gli abitanti del Primiero rappresenta un evento importante; in questo periodo dell’anno avviene infatti, il rientro degli animali, dall’alpeggio. Il rientro in valle degli allevatori, malgari e casari e degli animali coincide con la gran festa del “Desmontegar” che si svolge approssimativamente, l’ultima settimana di settembre a Fiera di Primiero. Le protagoniste assolute della festa sono le mucche che vengono adornate per il grande evento. Gli stessi proprietari si agghindano con gli abiti tradizionali per la grande sfilata che raduna da anni moltissimi curiosi, turisti ed appassionati. Per partecipare alla festa è anche possibile usufruire del servizio bus navetta dai parcheggi allestiti nelle località vicine. La festa dura diversi giorni con un ricco programma di manifestazioni.
Lungo la strada che percorriamo, nel versante fiemmese, per andare, o tornare, dal Passo Rolle, transiteremo dal paese alpino di Bellamonte. Qui è d’obbligo una sosta per visitare una piccola chicca che offre questo luogo. Si tratta del museo etnografico privato, dedicato al nonno Gustavo, realizzato dal signor Rinaldo Varesco, che con tanta pazienza ha raccolto un mondo variegato di oggetti desueti. Il museo è ospitato in un magnifico contesto, nel maso di proprietà, nei pressi dell’Hotel Stella Alpina (via Prai da Mont n.9 Bellamonte Tel. 0462 – 576114). Proprio all’hotel dovremmo rivolgerci per poterlo visitare.
Il signor Rinaldo vi accompagnerà nella visita raccontando le storie legate agli oggetti esposti, che sono conservati in un eccellente stato. Avrete l’occasione di conoscere le abitudini legate agli attrezzi da lavoro del mondo contadino e quelli di uso quotidiano, impiegati nelle case di una volta. L’atmosfera di un mondo antico e perduto rivivranno nella vostra curiosità e stupore.
Dove dormire: In Val Vanoi, nei pressi del lago di Calaita, presso il B&B Lozen è possibile soggiornare oppure assaggiare la cucina tipica del ristorante. Tel. 0439-719066










