Trento – Altopiano della Vigolana – Trento

Il Passo della Fricca collega la città di Trento al lago di Caldonazzo e alla Valsugana. Questo tragitto consente a molti pendolari di giungere al lavoro evitando la tangenziale, ovvero la strada statale n. 47 della Valsugana. Durante l’estate è la via preferita dai frequentatori del lago. La strada statale n. 349 non è solo questo, anzi è una via godibilissima da fare con le due ruote; la può affrontare chi preferisce i bassi regimi e il motore borbottante, per gustare il verde dei boschi e il bel panorama, e chi, invece, il motore preferisce tenerlo frizzante.

….


….

Il bel manto stradale, le curve rotonde, qualche tornantone aperto ed i rettilinei non devono trarre in inganno il pilota; meglio ricordarsi sempre che non siamo in pista, ma su passo  frequentato da ciclisti, camion, trattori, corriere e da tanti autoveicoli.

l’indicazione della strada statale nr.349 all’altezza del sobborgo di Villazzano

Per imboccare questa strada abbiamo diverse alternative: da Mattarello, entrando in centro paese e seguendo la irta via delle Novaline, oppure da Trento sud, proseguendo dopo una grande rotonda per le indicazioni per Vicenza. Per coloro che si trovano in centro città è un pò complicato; in questo caso occorre dirigersi nei pressi dell’ospedale Santa Chiara, dopo aver oltrepassato il piccolo torrente Fersina. Anche in questo caso le indicazioni per Vicenza vi saranno di aiuto. Appena fuori dal centro abitato e presa la strada della Val d’Assa, come è chiamata la n. 349, sarete trasportati nella natura rigogliosa dei pendii montani che incorniciano Trento.

Appena imboccata la strada statale nr. 349 ci ritroviamo tra boschi e vigneti

 La nostra prima tappa è a Vigolo Vattaro posto a circa 9 km da Trento.

I vigneti di San Rocco di Villazzano

Ci troviamo alle pendici del Monte Marzola e dopo pochi chilometri da Trento possiamo già scorgere dei bei panorami sulla città e del Monte Bondone. Per ammirarli al meglio  occorre fermarsi un istante al parcheggio del ristorante pizzeria La Roccia. Di fronte al parcheggio potrete trovare un bivio; una stradina vi porta verso un maneggio e, quindi verso la pizzeria Rosalpina; in estate si gode di una piacevole frescura dove rifugiarsi per  scappare dall’afa cittadina.

L’ingresso all’Altopiano della Vigolana, dopo la curva a sinistra c’è il piccolo bivio per la via Claudia Augusta

Oltrepassiamo il borgo di Valsorda; la strada prosegue con una salita più lieve, quando la vista inizierà ad aprirsi e con essa la valle sarete giunti in prossimità dell’Altopiano della Vigolana. Lo intuirete anche dalla presenza di un cartellone che precede il vostro ingresso in questo territorio. Fate attenzione; subito dopo il cartellone e una curva a destra dovrete rallentare per prendere una deviazione quasi impercettibile indicata da due cartelli di color marrone. Imboccate quindi la piccola stradina che ripercorre l’antico percorso della via Claudia Augusta, del quale abbiamo parlato già alcune volte come di una importante via di comunicazione costruita durante l’impero romano.

L’Altopiano della Vigolana, sullo sfondo il Piz di Levico

L’antica via Claudia Augusta, sotto il paese di Vigolo Vattaro

Prendiamocela con calma e godiamoci lo spettacolo dell’Altopiano ricoperto da prati, boschi e coltivazioni agricole. La stradina è molto stretta, spesso si incrocia gente a piedi che passeggia per godere dell’ambiente e della bella vista della Marzola, il grande monte che sovrasta, insieme alla Vigolana, questo territorio. Proseguendo troverete diversi incroci, ma voi tirate dritto fino all’indicazione per il paese di Vigolo Vattaro. Si tratta di un vecchio borgo, dove vale la pena fermarsi se si vogliono cogliere gli aspetti rurali delle antiche civiltà contadine di questa valle. Se avrete seguito bene le indicazioni giungerete in prossimità del recente garnì Casa Vigolana; da lì guidando verso la destra trovate le indicazioni per il Castel Vigolo, oppure potrete proseguire verso l’abitato di Bosentino mantenendo la sinistra del versante montano, seguendo un’altra strada stretta che ci porta verso il vicino paese.

panorama di Vigolo Vattaro

Arrivati a Bosentino decidete se proseguire in moto o lasciarla parcheggiata qualche minuto per proseguire a piedi attraverso gli antichi pertugi del paese. Una volta la gente vi transitava con attrezzi e utensili da usare nei campi; oggi un auto fatica a farsi spazio. Anche qui troverete incredibili scorci di un tempo; antichi poggioli in legno, legnaie, corti e aie. Le case del paese sono tutte addossate tra loro in abbraccio immobile di secoli. Quando si sopraggiunge davanti alla grande chiesa di Bosentino, svoltate a destra e prendete la stradina, in cubetti di porfido che vi condurrà fuori dal centro abitato verso il santuario di Madonna del Feles.

Le indicazioni per il Santuario

Vuole la leggenda che un tempo i pastori venissero qui a pascolare le greggi. La Vergine apparve ad un pastorello, il quale guarì per comunicare agli abitanti del paese il messaggio della Madonna. La cappella venne eretta nel 1632 quale simbolo di ringraziamento alla Madonna per aver risparmiato Bosentino dalla peste. Il nome Feles ricorda le felci che la madonna indicò al momento della sua apparizione al giovane pastore.

Il santuario della Madonna del Feles

Il santuario è circondato da un variegato e verde bosco ed è collocato a non grande distanza dal Castel Vigolo anch’esso circondato dalla lussureggiante vegetazione.

Castel Vigolo

Castel Vigolo ha origini remote, antichissime; un tempo dominava la valle, la piccola fortezza era stata eretta a difesa della popolazione e dei transiti commerciali. Tra le altre fortificazioni presenti in zona, vanno ricordate i più recenti Forte Brusafer e Forte Doss Fornass, eretti alle pendici della Marzola e della Vigolana. I forti sono situati in una posizione strategica difensiva. Le due fortificazioni furono costruite dall’esercito austriaco a difesa della città di Trento, unitamente ad altri tre forti collocati nelle vicinanze del borgo di Mattarello.

Al termine della gita si rientra verso Trento dalla strada  s.s. n. 349. Per coloro che non l’hanno percorsa in precedenza, al bivio scendiamo dalle strada delle Novaline che garantisce una vista sulla città tra vigneti e vecchie dimore contadine e nobiliari.

I bei vigneti delle Novaline a Mattarello

La strada delle Novaline ha una discreta pendenza

Il verde dei vitigni e la bella strada fungono da perfetto scaricanervi

About these ads

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...