Da Arco a Castel Drena

Mototurismo in Trentino: esplorando le strade della “Busa”.

Arco: sotto il Castello il punto di partenza

TMA per la rubrica “Non la solita strada”, oggi vi porta alla scoperta di un percorso insolito, sconosciuto alla quasi totalità dei motociclisti e degli stessi trentini. Stiamo parlando di un territorio, non molto vasto, posto tra la conca dell’Alto Garda e la Valle dei Laghi. Seppur vicino a rinomati centri turistici, quali Arco, Torbole e Riva del Garda, la zona del “Braila” che attraverseremo in questo itinerario è una zona intonsa dal grande turismo.

Coloro che trascorrono il loro tempo in questo territorio sono per lo più arrampicatori sportivi, escursionisti, e i frequentatori del grande parco “Bosco Caproni” e del sito archeologico di incisioni rupestri di Pianaura e l’Open Air Gallery, ovvero un’istallazione di sculture moderne inserite all’interno di in un perfetto contesto naturale.

L’abitato di Arco.

Dopo aver lasciato l’abitato di Arco ci dirigiamo verso nord, percorriamo circa cinquecento metri giriamo a destra per attraversare i caratteristici borghi di San Martino e Massone.

Oltrepassiamo alcuni avvolti caratteristici che ci conducono verso le pendici della montagna che domina i paesi; il monte Stivo.

Massone

Le indicazione per la via degli Olivi.

La strada sale attraversa suggestivi Uliveti che ai loro bordi ospitano falesie popolate da appassionati rocciatori.


Tra gli olivi e le falesie.

Troiana e Braila sono due località di villeggiatura di mezza montagna che troveremo percorrendo una deviazione di questa strada, che pur diventando bianca nel suo ultimo tratto, rimane perfetta e tranquillamente percorribile.

La “policromuro” è fra le falesie più frequentate, sia da atleti locali che stranieri, già dal mese di febbraio, quando i primi raggi di sole riscaldano le rocce,  si scorgono delle piccole figure arrampicate sugli strapiombi.

La strada tra gli ulivi e le falesie sale ancora, tra curve segnate da corsie di porfido che ci portano a luoghi panoramici.

Un’opportunità unica ci viene offerta dal “Bosco Caproni”, percorso storico-naturalistico curato dalla Provincia Autonoma di Trento, dal Comune di Arco ed altri Enti.

Una passeggiata di circa due ore ci permettere di vivere immersi nella natura e scoprire siti storici e naturalistici unici, attraversando i 44 ettari di questo parco su stradine di ciottoli antichi.

Riprendiamo la moto e passiamo attraverso coltivazioni di enormi castagni, presso i quali sono stati collocati dei tavoli, che ci permettono di fermarci per una breve sosta e magari gustarci un picnic.

Se la nostra scelta è quella di percorrere la strada asfaltata e continuare seguendo le indicazioni per Drena troveremo delle suggestive case incastonate nella roccia.

Altra piccola sosta è da farsi in prossimità delle “calcare”, antiche fornaci per la fabbricazione della calce, ristrutturate egregiamente dalla P.A.T. dove sono stati posti anche alcuni cartelli illustrativi.

Attraversiamo quindi una Galleria d’arte a cielo aperto, dove sono collocate delle sculture moderne che ci portano in un piccolo percorso tra le “marocche”.

Occhio alla rana

La veduta sulla valle tra Dro e Arco

Ancora alcune curve e scendiamo verso Drena; appare Castel Drena, maniero medievale che ci aspetta per una visita.

Castel Drena

Visitato il castello, la Strada Provinciale n. 84 ci offre la possibilità di scegliere tra molteplici percorsi che trentinomotoadventure.com descrive in altre pagine.

bay mi.

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