In moto alla ricerca degli angoli insoliti della Valsugana

Nei pressi di Borgo Valsugana

La Valsugana sconosciuta; dalla Maranza al Tesino seguendo le strade del Brenta.

La Valsugana è attraversata dalla SS n. 47 della Valsugana, una veloce strada che il più delle volte percorriamo per giungere alle nostre mete preferite: il Passo Manghen, la val dei Mocheni, il lago di Caldonazzo o il Passo del Brocon; spesso utilizzata come porta d’ingresso per le altre belle valli del Trentino.

Difficilmente i bikers, nei loro arditi percorsi, affrontano le tante stradine interne delle valle che, come scopriremo insieme, riservano molte gradite sorprese che valgono una deviazione dai nostri soliti itinerari.

Il nostro giro, alla scoperta di questi angoli nascosti e delle piccole strade che ci porteranno nel cuore della Valsugana, parte nei pressi di Pergine Valsugana, il centro urbano più grande della Valle. Dobbiamo, quindi, recarci a Susà di Pergine, un piccolo borgo che si erge sulle pendici della Marzola, circondato da campi di meleti e ciliegi.

Arrivati nei pressi della chiesa parrocchiale, proseguiamo in salita e, poco dopo, troveremo le prime indicazioni per la frazione di San Vito. Abbandoniamo il paese di Susà addentrandoci in un’atmosfera rurale tra le tipiche case contadine trentine.

Le indicazioni ufficiali per San Vito a Susà di Pergine Valsugana

E le efficaci indicazioni per San Vito alla maniera paesana

La strada si presenta con un buon fondo asfaltato e non manca qualche buon tornante per il nostro divertimento. Dalla strada si può godere un’ottima vista su Pergine e il suo castello, con sullo sfondo la Val dei Mocheni. Girando lo sguardo sulla destra compare la sponda nord del lago di Caldonazzo: è una vista meravigliosa e non sarà l’unica della giornata. Giunti a San Vito facciamo la prima tappa per ammirare il grande Cristo, intagliato nel legno di un enorme tronco, a ricordo dei caduti in guerra.

La vista sulla conca di Pergine Valsugana da San Vito

Il Cristo di San Vito

Proseguiamo alla volta del piccolo borgo di Santa Caterina

Dopo le fotografie di rito a questa superba scultura, proseguiamo il nostro insolito percorso dirigendoci verso Santa Caterina per una strada minuta rispetto a quella che ci ha portato fin qui. Occorre prestare un po’ di prudenza per affrontare questo tragitto che ci porterà al fresco dei boschi offrendoci incredibili scorci panoramici.

Il lago di Caldonazzo e la Panarotta sullo sfondo

All’ombra degli alberi

La stradina che ci porterà a Santa Caterina

Le indicazioni abbondano sulla strada

La piccola frazione di Santa Caterina

Le vecchie rampe di un campo

L’interno della chiesa dedicata a Santa Caterina

Le vecchie scale di legno sono ancora adoperate per la raccolta dei frutti

La chiesa di Sant’Ermete a Calceranica al Lago

Da Santa Caterina potremmo proseguire sulla costa del monte fino a giungere a Bosentino, sull’Altopiano della Vigolana. Scegliamo di percorrere in discesa la strada che ci porterà fino al livello del lago. Percorso un breve tratto di strada giungiamo a Calceranica al Lago, dove visiteremo la chiesa dedicata a Sant’Ermete. Si tratta di una delle più antiche pievi della valle, che si erge su una roccia nel centro storico di Calceranica. Le sue origini sono molto antiche, qui è stata rinvenuta un’Ara dedicata alla dea Diana che è stata collocata all’interno della chiesa. L’edificio religioso è in stile romanico gotico, presenta un portale in pietra rossa e sull’architrave si può notare lo stemma nobiliare dei conti Trapp.

Dopo la breve sosta, risaliamo in moto per giungere, sempre in salita, ai piedi dell’altra chiesa di Calceranica. Anche questo luogo è interessante, infatti dal giardino della chiesa è possibile ammirare una bella vista sul paese e sul lago di Caldonazzo.

La vista su Calceranica e sul lago di Caldonazzo

Il cancello sul giardino della parrocchia di Calceranica

L’ingresso del Parco  Minerario di Calceranica al Lago

Ritorniamo quindi sui nostri passi facendo ingresso nel paese. Nei pressi del Comune imbocchiamo la via della Miniera dalla quale si accede al Parco Minerario di Calceranica al Lago. Il territorio del lago, fin dalle epoche più lontane, è stato caratterizzato dalla presenza delle miniere e dalle manifatture per la lavorazione dei minerali: rame, ferro ma anche modeste quantità di oro e argento, venivano estratte dal cuore della terra. Tuttavia, la bassa qualità del prodotto estratto determinò la chiusura della miniera. Oggi i cunicoli della miniera sono visitabili grazie al prezioso recupero degli enti pubblici: un’esperienza  divertente e al contempo didattica.

Il Parco Minerario di Calceranica al Lago

Dopo questa interessante visita che, riportandoci indietro nel passato, ci ha permesso di comprendere meglio la dura vita dei minatori, risaliamo sulle nostre moto e facciamo rotta per il paese di Caldonazzo. Dopo aver oltrepassato il centro storico, procediamo seguendo le indicazioni per la località Lochere. Da qui inizia il nostro percorso che ci condurrà sulle vie del Brenta, il fiume che dal Lago di Caldonazzo ridiscende la Valsugana fino a Bassano. Alle Lochere ha sede il Garagebikemuseum, che raccoglie un’importante collezione di moto che conta molti pezzi rari, moto da cross, serie limitate e una raccolta di moto Kawasaki unica in Europa. Dalle Lochere si raggiunge la località Quaere e quindi Santa Giuliana. Il percorso asfaltato che ci apprestiamo a percorrere è promiscuo, infatti in alcuni tratti è segnalato come ippovia e come ciclopista della Valsugana. Occorre fare attenzione ai numerosi ciclisti che la percorrono e ovviamente limitarsi ad attraversare unicamente i tratti aperti ai veicoli a motore.

Sulle vie del Brenta nei pressi di Santa Giuliana (Levico Terme)

Da Santa Giuliana a Barco

single-decker and double- decker

La chiesa di San Silvestro a Marter

Il percorso è piacevole se intrapreso ad andatura molto lenta, che permette di curiosare in giro. Mentre attraverserete pascoli e campi coltivati potrete scorgere le bellezze delle tipiche case rurali trentine, delle vecchie pievi, degli allevamenti di cavalli e mucche.Lungo la strada vi aspetterà anche qualche insolita sorpresa come il bus londinese a due piani parcheggiato in uno spazio a lato del percorso. La destra del Brenta è un paradiso lontano dai rumori delle strade più affollate; potrete godere di un senso di libertà mentre guidate attorniati dai boschi verdi della Valsugana. Giunti a Marter, frazione di Roncegno Terme potrete fermarvi a visitare il Mulino Angeli, oggi sede museale, espone al suo interno l’originale mostra permanente sugli spaventapasseri.

Tra verdi prati

…e qualche sterrato leggero

Non mancano quindi le occasioni per fermarsi a fare una foto, visitare un luogo o godere del paesaggio che offre questo angolo intatto della Valsugana. Arriviamo velocemente a Borgo Valsugana, sempre mantenendo la destra della valle. Superato il centro abitato proseguiamo alla volta del piccolo paese di Castelnuovo; andremo a visitare Santa Margherita, una bella chiesetta che si trova a mezza costa del Monte Civerone. La chiesa si raggiunge affrontando qualche bel tornate che ci porta velocemente in quota. L’edificio religioso si presenta con un elegante portico, risalente al periodo rinascimentale. Vale la pena arrivare a Santa Margherita per vedere questo edificio ma anche perchè da qui si gode di un bel panorama sulla valle sottostante.

La vista sulla statale della Valsugana sopra Borgo

La chiesa di Santa Margherita a Castelnuovo

L’affresco del portale di Santa Margherita a Castelnuovo

Il percorso termina a Strigno; la chiesa di Santa Maria di Loreto

Un’ultima sosta merita la località Chieppena a Strigno, per visitare la piccola chiesa cimiteriale di Santa Maria di Loreto, eretta a metà del 1600. In questo luogo, ogni cinque anni, la gente del luogo celebra la “festa del voto” per mantenere fede ad una promessa espressa nel 1836 per lo scampato pericolo da una epidemia.

Da Strigno si può proseguire alla volta della Conca del Tesino, oppure scegliere di visitare  Castel Ivano, uno tra i castelli meglio conservati in Trentino, che si erge a Ivano Fracena; ma questa è un’altra storia, che TMA vi racconterà insieme ad un nuovo percorso per farvi vivere al meglio il Trentino in moto.

Qui la fotogallery completa del giro.

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2 pensieri su “In moto alla ricerca degli angoli insoliti della Valsugana

  1. Ma che fantastica moto Honda XL 600, ricordo il lungo viaggio che ha fatto dalla Provincia Granda fino al Trentino per riprendere a macinare chilometri grazie alle amorevoli cure del suo nuovo “ostinato” proprietario. Sono così rinati entrambi.
    Maurizio62

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