Val di Non: storia, arte e tradizioni tra le mele del Trentino

Coredo, Castel Bragher

Turismo in moto tra antichi palazzi, affreschi e tanta natura.

Quando le strade, le curve e i tornanti del Trentino non bastano più a dissetare la passione per le due ruote è il momento di guardarsi attorno e scoprire le mille attrattive che offre questo territorio. Panorami alpini, tradizioni e gastronomia, architettura rurale e storica sono parte dell’ampio ventaglio di scelte alle quali possiamo attingere per arricchire il nostro turismo in motocicletta soddisfacendo il bisogno di curiosità.
L’itinerario che TMA vi propone si snoda in Val di Non, un territorio sinonimo di garanzia di strade divertenti, buona gastronomia e ambiente naturale superlativo. La valle, come molti sanno, è un grande frutteto e la mela, oltre ad esserne la regina, ne è anche il simbolo. Oltre ad essere un territorio ricco di paesaggi incantevoli, la Val di Non conserva molti frammenti di storia, arte e cultura di epoche assai diverse.

La valle è facilmente raggiungibile dalla valle dell’Adige con l’autostrada A/22 Modena – Brennero uscendo ai caselli di Trento Nord o di S. Michele A/A, proseguendo poi per la strada statale n 43.

L’ingresso alla s.s. n. 43 nei pressi di Mezzolombardo

La prima tappa indicata sul nostro road-book è il paese di Coredo; l’antico borgo si trova al centro di un vasto altipiano, la sua posizione dominante sulla Valle di Non ne fa una terrazza panoramica con vista privilegiata sulle Dolomiti di Brenta e sulla catena delle Maddalene. La tranquillità, lo stile di vita e l’antica tradizione turistica, lo rendono un centro di soggiorno molto frequentato. Una volta giunti in piazza dei Cigni, lasciamo la moto in prossimità del centro storico di Coredo per avviarci a piedi tra le piccole vie sulle quali si affacciano gli antichi edifici che conservano la memoria di un passato nobiliare e rurale.

La fontana di piazza Cigni a Coredo

Coredo, lo stile architettonico di Casa Marta sede museale.

Il Palazzo Nero di Coredo, un tempo sede del tribunale di giustizia

Un antico palazzo nobiliare del centro storico di Coredo

Una casa rurale e l’antica Pieve di Coredo

Tra i palazzi meglio conservati osserviamo Casa Marta, edificio in stile veneziano (XVI sec.) oggi sede del Museo Etnografico della cultura contadina d’Anaunia e il Palazzo Arcivescovile, meglio conosciuto con il tetro nome di Palazzo Nero, un tempo sede del Tribunale di Giustizia. Questo edificio è ricordato per le sommosse contadine e per i processi di stregoneria le cui esecuzioni avvenivano nella piazza antistante. Oggi questo edificio dall’aspetto sinistro è di proprietà privata, pertanto è inibita la visita alla Sala del Giudizio, decorata con una serie di pregevoli affreschi in stile gotico. Le antiche case contadine che affollano il centro di Coredo rappresentano un tuffo nel mondo rurale di un tempo. Gli angoli suggestivi di Coredo non sono conservati solo nel suo centro, occorre riprendere la moto e avviarci sulla strada comunale che si collega a Taio. Dobbiamo percorrere circa 3 km tra campi ricoperti di meli e ampi boschi di faggi prima di arrivare all’originale Castel Bragher. Originariamente eretto per il controllo dei traffici commerciali, divenne una delle più eleganti residenze castellane della Val di Non grazie alla famiglia dei Thun. Il castello non è visitabile, tuttavia la vista esterna di questo edificio merita il piccolo sforzo di giungere fin qui.

Rientriamo a Coredo, e ci dirigiamo verso il paese di Smarano per fare una breve sosta in località Palù. Con la moto possiamo seguire la stradina che, immersa nel verde di prati e boschi, raggiunge il bar-ristorante Due Laghi, sulle rive dei piccoli laghi di Coredo e di Tavon. Da qui possiamo fare brevi passeggiate attorno ai laghi, per visitare ad esempio l’Antica Segheria Veneziana o  il suggestivo Santuario di San Romedio.

Coredo, Castel Bragher

Il lago di Tavon

Coredo, l’antica segheria veneziana

Il santuario di San Romedio

Al termine della sosta ai laghi, riprendiamo la moto per ripercorrere a ritroso la strada fino a raggiungere la s.s. n. 43. alla volta dell’Alta Val di Non, un’altra micro regione di questo splendido territorio capace di offrire mille angoli di paradiso. Non dobbiamo attendere molto per incontrare uno di questi angoli suggestivi: Castel Malgolo. Si tratta di una delle più affascinanti residenze del Trentino, un edificio che racchiude in sè le caratteristiche austere e severe del maniero e quelle più romantiche ed eleganti della residenza nobiliare. Peccato si possa ammirare solamente dall’esterno.

Malgolo: Castel Malgolo

Mura merlate e torri difensive caratterizzano l’aspetto esteriore di Castel Malgolo

Proseguiamo il nostro percorso giungendo a Romeno, altro borgo di villeggiatura della Val di Non circondato da verdi pascoli e fitte pinete.  Qui ci rechiamo a visitare due gioielli dell’arte medioevale della Val di Non: la chiesa cimiteriale di Sant’Antonio, ove possiamo ammirare il bellissimo ciclo di affreschi dedicati alla “Leggenda dell’Impiccato di San Giacomo” e la piccola chiesa dedicata ai Santi Bartolomeo e Tommaso. La leggenda che è narrata sulla facciata principale di Sant’Antonio ha come protagonisti dei pellegrini che si recano a Santiago, che vengono denunciati ingiustamente per furto da un oste. Uno dei pellegrini viene condannato a morte. Sarà l’intervento miracoloso di San Giacomo a salvare il malcapitato dalla morte.

Romeno, la chiesa di Sant’Antonio

Romeno, la chiesa di Sant’Antonio

Il particolare di un volto

La chiesa dei Santi Bartolomeo e Tommaso è collocata in aperta campagna al di fuori del contesto urbano del paese di Romeno. La piccola chiesa, le cui origini risalgono al 1187, è circondata dai meli ed posta di fronte alla grande visione delle Dolomiti del Brenta. Nei suoi pressi sorgono alcuni masi che all’epoca dei pellegrinaggi cristiani svolgevano le funzioni di ristoro e ospizio per i viandanti. Al suo interno sono conservati alcuni suggestivi affreschi. Rappresenta una delle tappe della “Via Romanica delle Alpi”, percorso che unisce i principali siti romanici delle vallate alpine trentine sudtirolesi e dell’ Engadina.

Romeno, la chiesa dei Santi Bartolomeo e Tommaso

Particolare dell’abside della chiesa dei Santi Bartolomeo e Tommaso

Gli affreschi che decorano l’interno della chiesa dei Santi Bartolomeo e Tommaso

Il panorama che si gode dall’antica chiesa dei SS. Bartolomeo e Tommaso

Superato il borgo di Fondo svoltiamo all’incrocio a sinistra per ammirare un piccolo gioiello naturale di questa valle: il lago Smeraldo, un bacino artificiale nelle cui acque si riflette il bosco di conifere che lo circonda. E’ obbligatorio fare una sosta per ammirare questo angolo di natura affrontando il facile percorso attrezzato della forra del Rio Sass. Questo incredibile sentiero si dipana in un canyon di alte e contorte pareti di roccia che quasi si sfiorano, lasciando intravvedere un sottile lembo di cielo.

Fondo, il lago Smeraldo

Fondo, le passerelle all’interno della forra del Rio Sass

Terminato il nostro cammino all’interno dell’orrido del Rio Sass proseguiamo sulla s.s. n. 42, attraversando diversi borghi e paesi, che sorgono tra campi di meli. Il rigore delle file perfette degli alberi da frutto ha influenzato l’ordine dei paesi. Ogni paese ha un piccolo gioiello da mostrare, un palazzo, una chiesa o un antico castello. Ci fermiamo ad Arsio, un piccolo centro abitato nei pressi di Brez, che conserva due preziosi palazzi nobiliari cinquecenteschi: Castel Freieck o palazzo de Manincor detto anche “Casa Corazza” e Castel S. Giovanni. Dopo poco si raggiunge Cloz, la cui chiesa parrocchiale è stata addobbata con degli archi vegetali costruiti dai nuovi coscritti dedicata alla Madonna. Siamo tra i due rami del lago di Santa Giustina sopra il quale a nord spiccano Le Maddalene, montagne la cui forma è il risultato di secoli dell’erosione di ghiaccio e acqua. Queste belle montagne fanno da cornice ad alcuni paesi tra i quali Revò, centro culturale e turistico di questa sponda della Vall’Anaunia e Rumo.

Palazzo de Manincor ad Arsio di Brez

L’arco vegetale costruito sulla facciata della chiesa parrocchiale di Cloz dedicato alla Madonna

Revò, palazzo Maffei

Rumo, borgo alle pendici delle Maddalene

Nel tratto di strada compreso tra Fondo e Livo ci sono alcune deviazioni che portano alle pendici delle Maddalene e quindi verso i paesi di Lauregno e Proves, attraverso la forcella di Brez. Questi due splendidi villaggi sono situati nella zona germanofona dell’Alta Val di Non in Provincia di Bolzano, entrambi hanno conservato antiche tradizioni, soprattutto è rimasto intatto il rapporto tra uomo e natura. Entrambi offrono una superlativa vista sui gruppi del Brenta, delle Maddalene e della Presanella. Noi decidiamo di sconfinare in provincia di Bolzano attraversando il paese di Castelfondo, un piccolo borgo che si sostiene sull’economia contadina e della lavorazione del legname.

L’Alta Val di Non, il panorama sul borgo contadino di Castelfondo

Nei pressi di Castelfondo

Le indicazioni stradali verso la forcella di Brez

Alcuni caratteristici tornanti che si incontrano verso la forcella di Brez

Alta Val di Non, provincia di Bolzano

Alta Val di Non, provincia di Bolzano, Proves

La chiesa parrocchiale di Proves

Abbandonare la moto a Proves e percorrere a piedi qualche stradina o sentiero è un’esperienza impagabile. Il profumo del fieno appena falciato, antichi attrezzi da lavoro riposti sui fienili, finestre fiorite e un panorama unico consentono di ristabilire un contatto con la natura che lascia disarmati. Il silenzio viene rotto dal rumore di qualche trattore nei campi. Le poche persone locali che si incontrano salutano sorridendo; anche un gatto giocherellone che ci segue sornione ci fa comprendere come la semplicità sia una chiave per la felicità.

Le croci di ferro battuto del piccolo cimitero di Proves

Una stradina di Proves

La natura dei dintorni di Proves

Da Proves si riparte alla volta del Trentino; scegliamo di percorrere la stradina che, partendo dal bivio posto ai piedi della chiesa, ci condurrà fino a Rumo attraverso boschi, campi, e tanti prati verdi. Un’esperienza incredibile. Dopo pochi chilometri intravvediamo uno scorcio di Val di Non e poco distante i borghi che sorgono sulle pendici delle Maddalene. Ancora pochi minuti di strada e incontriamo il villaggio di Corte Inferiore.

La Val di Non e il gruppo montuoso delle Maddalene

Giunti alle pendici delle Maddalene ci perdiamo tra i paesini che costeggiano questa parte della valle: ognuno offre spunti per una visita culturale oltre che per ammirare gli incantevoli paesaggi montani. La prima deviazione è per il centro storico di Preghena di Livo, dove ci soffermiamo ad osservare gli antichi affreschi esterni che decorano le pareti della chiesa di S. Antonio Abate, restaurati recentemente. Ci spostiamo quindi verso i paesi di Cis, Livo e Varollo in una gimcana interminabile di curve. Ad ogni paesino ci fermiamo per ammirare le pitture di epoca medioevale che decorano gli esterni delle chiese ma anche per rinnovare l’emozione che la Val di Non ci ha regalato in questo entusiasmante percorso storico – naturalistico.

Dove dormire: Castel Vasio Fondo, loc. Vasio Val di Non; Riccardo vi offre ospitalità nella incantevole atmosfera del suo Bed&Breakfast, che ha conservato il carattere rustico del passato. La strada per raggiungere il castello è asfaltata, tranne negli ultimi 50 metri facilmente percorribile, parcheggio privato scoperto. Per ulteriori informazioni 349 4731441

Preghena, gli affreschi della chiesa di S. Antonio Abate e Sant’Anna

La chiesa dedicata a San Martino a Livo

La loggia di San Fabiano a Varollo

Il panorama di Preghena visto da Cis

Itinerari culturali: Scegli il mototurismo in Trentino; visita Castel Thun.

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Un pensiero su “Val di Non: storia, arte e tradizioni tra le mele del Trentino

  1. Siete degli str……….. ( ovviamente in senso buono!!!!! ) dovevate mettere il giro ( bellissimo, anche se in alcuni posti ci sono già stato ) PRIMA delle ferie.
    Va bè, pazienza me lo stampo e lo metto da parte per la prossima occasione ( solamente tra 340 giorni !! )
    Ciao e complimenti.
    Ettore

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