La “Danza Macabra” di Simone Baschenis a Pinzolo
Se vi trovate a passare per le valli Giudicarie – Rendena e volete fare una sosta per sgranchire le gambe, forse questa potrebbe essere l’occasione per osservare un originale ciclo d’affreschi d’epoca medioevale, dipinto nel 1539 da Simone Baschenis, appartenente ad una delle famiglie di pittori itineranti più note del nord Italia. “La Danza Macabra” questo il nome del ciclo è collocato sulla parete meridionale della chiesa cimiteriale di San Vigilio,
eretta nel X° secolo. Ci troviamo, per l’esattezza in Alta Val Rendena, tra i paesi alpini di Pinzolo e Carisolo, famosi per essere adagiati in una delle più belle valli del Trentino. Da qui i turisti partono alla scoperta di incredibili percorsi escursionistici e per praticare tanti sports a contatto con la natura. Le occasioni di divertimento sono davvero tante, ma nel ventaglio delle proposte offerte da queste località la visita alla chiesa di San Vigilio è una perla rara tra tanti gioielli.

E’ uno dei maggiori e rari esempi pittorici italiani ispirati a questo singolare tema. Infatti, l’origine di questa rappresentazione è tipica del nord Europa. Il tema conduttore del ciclo è la Morte, il suo significato e le riflessioni che ne scaturiscono. Un affresco di origini antiche, contenente un messaggio ed un monito sempre attuale. L’affresco rappresenta un corteo di figure, la cui visione o la lettura sfiora il grottesco se osservati con semplicità o se semplicemente considerati come rappresentazione di un tema religioso. Una lettura più attenta, vista con gli occhi dell’uomo medioevale ci porta a considerare la morte come la tragedia finale sulla quale occorreva ironizzare in un’era caratterizzata da guerre, fame e pestilenze.

La parete meridionale della chiesa di San Vigilio a Pinzolo
La “Danza Macabra è un ciclo pittorico, un affresco presumibilmente commissionato da una delle confraternite della valle. Come spesso accadeva in quell’epoca, i cicli pittorici e le sculture collocate nelle chiese avevano una funzione didattica e di divulgazione dei principi religiosi. Una sorta di “Bibbia dei poveri” ritratta in sequenze di immagini realistiche, scevre di quegli orpelli decorativi che caratterizzavano maggiormente le opere destinate alla nobiltà. La “Danza Macabra” afferma che chi in vita ha ben operato avrà la giusta ricompensa, quale monito delle coscienze cristiane.

Il primo gruppo con gli scheletri musicanti e il Cristo in croce
Il variegato corteo vede sfilare una serie di personaggi suddivisi in gruppi. Il primo è costituito da tre scheletri musicanti, dei quali uno incoronato è seduto su un trono. Questa immagine ci ricorda fortemente ma con un po’ di ironia quelle del Giudizio Universale. Segue il Cristo raffigurato in croce. Quindi diciotto figure appartenenti a diversi ceti sociali (il clero, la nobiltà, uomini d’arme, commercianti ed infine alcune donne e un bambino) uniti tutti da un unico destino; la morte. Questi personaggi li vediamo danzare con un proprio scheletro personale che li deride. La Morte defilata in fondo al corteo, in posizione marginale quasi nascosta, avanza a cavallo scagliando frecce sull’umanità.

La nobiltà; Imperatore, Re e Regina

Un Duca, un medico, un guerriero un avaro mercante un giovane ed uno storpio
Il bizzarro corteo viene chiuso dalla figura dell’Arcangelo Michele e dal demonio che, tenendo in mano un libro, ricorda i vizi capitali. Questi due ultimi personaggi si contendono le anime tra bene e male. Il messaggio delle immagini è sostenuto dalla presenza di versi scritti sui cartigli sottostanti all’affresco. I cartigli recitano una lunga serie di versi, sia nel nobile latino che in una lingua più popolare; si tratta del dialogo tra scheletro e defunto.
“Io sont la morte che porto corona Sonte signora de ogni persona Et cossì son fiera forte e dura Che trapasso le porte e ultra le mura”

La Morte su un cavallo alato colpisce con una freccia i defunti danzanti

L’Arcangelo Michele e Lucifero chiudono la teoria dei personaggi

La Chiesa cimiteriale di San Vigilio a Pinzolo.