Motoitinerari in Val di Fassa: Passo di Costalunga e Lago di Carezza.

“Un piccolo lago dalle acque di mille riflessi; un prezioso smeraldo incastonato tra diamanti e pietre preziose”.

La muraglia di abeti sembra proteggere il piccolo lago color smeraldo.

La muraglia di abeti sembra proteggere il piccolo lago color smeraldo.

Il Lago di Carezza è una delle maggiori attrazioni delle Dolomiti: i magici colori delle sue acque, l’impenetrabile muraglia della foresta di abeti che lo circonda e il sublime scenario offerto dalle pareti  che, come potenti bastioni rocciosi,

si innalzano al cielo a proteggere questo ricco tesoro, sono gli elementi che compongono uno dei paesaggi alpini che conserva ancora l’aspetto sacrale della montagna intonsa.

Vigo di Fassa, punto di partenza per il giro a Carezza

Sulle rampe del passo di Costalunga

L’arrivo al Passo di Costalunga

Passo di Costalunga

Il Gruppo dolomitico del Catinaccio – Rosengarten

La tabella con le indicazioni del Lago di Carezza

Per arrivare a Carezza, provenendo dalla val di Fassa, dobbiamo seguire l’itinerario che ci conduce a Vigo di Fassa e risalire le comode strade del Passo di Costalunga. Il passo non è impegnativo da guidare; occorre fare un po’ di attenzione durante i periodi turistici in quanto è piuttosto trafficato. Giunti in cima al valico, notiamo la presenza di diverse strutture alberghiere, dal tipico aspetto in sasso e pietra la cui vista ci ricorda l’epoca romantica di fine ottocento, quando la principessa Sissi, l’Imperatrice Elisabetta dell’Impero Austro-Ungarico, trascorse un periodo di vacanze presso la struttura più sfarzosa del Welschnofen, il Grand Hotel. Questo lussuoso albergo, conosciuto con il nomignolo di “Castello di Carezza”, subì nell’arco della sua vita diverse vicissitudini, incendi e guerre; venne sempre ricostruito e riportato ai vecchi splendori. Tra i suoi ospiti di fama la scrittrice Agatha Christie, che ambientò a Carezza il romanzo “Poirot e I Quattro Grandi” (The Big Four) ed il celebre Primo Ministro inglese, Winston Churchill a cui è dedicata una Suite.

Dopo il passo di Costalunga si arriva al bivio Carezza – Passo Nigra

La scultura in legno, sul passo di Costalunga, dedicata a tutti i motociclisti

Il piccolo paradiso di Carezza è immerso nell’imponente Eden naturale delle valli dolomitiche, collocate tra Trentino e Alto Adige/Sudtirol; le sue acque, alla luce del sole, si colorano di mille sfumature, per questo motivo è chiamato il “lago dell’arcobaleno” e rappresenta una meta obbligata per villeggianti, escursionisti e tanti motociclisti che transitano per queste incredibili strade.

Chi osserva con attenzione noterà che il lago di Carezza è privo di immissari: infatti il bacino lacustre è alimentato da sorgenti sotterranee che ne fanno variare il livello anche secondo la stagione. In primavera a causa dello scioglimento della neve, come è facile immaginare, il lago raggiunge il livello più alto, mentre in autunno c’è maggiore carenza d’acqua. Tale fenomeno è facilmente individuabile osservando l’altezza delle sponde.

Il Gruppo dolomitico del Latemar

Le verdi acque del Lago di Carezza e la statua di “Ondina” la sirenetta del lago

Il Lago di Carezza

Il lago arcobaleno, in lingua ladina “Lec de Ergobando”, deve il nome anche ad un’antica leggenda, la quale raccontava la storia di una bellissima sirenetta, “Ondina” che viveva in quelle acque. La bellezza di Ondina aveva fatto breccia nel cuore del mago di Masarè, il quale se ne innamorò perdutamente. Il mago, non riuscendo con i suoi poteri a far innamorare la ninfa, si rivolse alla potente strega Lanverda; la fattucchiera lo informò che l’unico modo per conquistare la sua amata era quello di tracciare un grande arcobaleno sopra il lago, dal Catinaccio fino al Latemar. Il mago si diede da fare e realizzò il più bell’arcobaleno di sempre, dimenticandosi però di non farsi vedere dalla sirenetta. La ninfa rimase stupita da tanto splendore; un così grande arcobaleno colorato incastonato di gemme preziose non lo aveva veduto mai. Ma la sirenetta si accorse di una presenza estranea e vide lo stregone che la osservava. Spaventata, Ondina, si tuffò nelle acque del lago e da quel momento non riemerse mai più. Quando il mago capì che, per colpa della sua sbadataggine, non l’avrebbe mai più rivista venne colto dalla furia, tanto che prese tutti i gioielli usati per rendere l’arcobaleno meraviglioso e li gettò nel centro lago. Da quel giorno la sirenetta scomparve, ma il lago, grazie a quei gioielli, ogni giorno da allora si colora delle sfumature dell’arcobaleno. Tuttavia, oggi, grazie alla mano dell’uomo “Ondina” è tornata a bagnarsi nelle acque del lago sotto forma di una bella statua in bronzo collocata in un’ansa del bacino, laddove l’acqua è meno alta ma eugualmente dipinta con i colori dell’iride.

Il Gruppo del Catinaccio – Rosengarten

Il suggestivo paesaggio offerto dal Catinaccio – Rosengarten

Le mucche “Highlander” originarie della Scozia

I pascoli del Rosengarten

Uno scorcio alpino, sullo sfondo il Rosengarten

Dal lago di Carezza si dipanano diversi percorsi escursionistici che consentono di esplorare l’incantato mondo del Catinaccio Rosengarten e del Latemar, tra i quali va ricordato quello che conduce al Labirinto del Latemar. Si tratta di un percorso che si addentra sulle pendici del Latemar, tra rocce di mille forme si entra all’interno di una frana che costituisce il dedalo dolomitico. In alternativa,e abbandonato il lago, guidando a ritroso verso il passo di Costalunga, si può svoltare a sinistra seguendo indicazioni per Moseralm, circondato da verdi pascoli sui quali si possono incontrare le mucche “Highlander” originarie della Scozia.

Dal Passo di Costalunga è possibile proseguire la giornata in moto scegliendo tra diversi itinerari. Il primo conduce lungo una sinuosa strada tutta curve verso Passo Nigra, una seconda opzione è quella di viaggiare alla volta di Nova Levante per seguire la strada che segue la spaccatura rossastra della Val d’Ega ed infine rientrare su Vigo di Fassa e da lì giungere a Canazei per divertirsi come non mai sull’Anello dei 4 passi o Sella Ronda.

Passo Nigra

Passo Nigra

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