Primiero: angoli di memoria e pareti di bellezza

In Primiero, per noi viaggiatori, l’azzurro diventa cielo, la pietra si evolve in Dolomiti e la memoria si fa cuore rurale, espressione di un territorio.

Mezzano nel Primiero

Mezzano nel Primiero

Silente, a tratti malinconico, si erge nel mezzo della Valle di Primiero il tranquillo borgo di Mezzano, disteso assolato e solitario, lontano dal disordinato traffico e dalle modernità del turismo. A pochi passi dai centri di villeggiatura, dai comprensori sciistici e dalle vette dolomitiche, che hanno reso famoso il Primiero, Mezzano è un’oasi, un luogo che è stato capace di conservare la memoria storica della valle e del Trentino.

La tradizione, le case contadine, gli orti e le fontane offrono l’immagine di un paesaggio intimo che nasce dall’anima delle genti, che affonda le radici nell’armonia nostalgica di un lontano passato.

Mezzano nel Primiero

Mezzano nel Primiero; la chiesa parrocchiale di san Giorgio

Mezzano

Gli affreschi murali di Mezzano

Chi non si accontenta del richiamo turistico stereotipato della montagna e ricerca i valori più genuini, che hanno animato questo angolo d’Italia, deve far visita al borgo di Mezzano. Camminando tra gli angusti vicoli, dove le case si addossano le une alle altre, si respira l’armonia che pervade il centro storico. Un patrimonio urbano, arricchito da ballatoi, fienili, fontane, lavatoi o “lisiere”, cataste di legna e canzei, intessuto da un singolare fascino arcaico. Percorrendo la fitta rete di stradine, la cui pavimentazione viene detta “salesà”, ci si imbatte in affreschi murali a tema religioso che tramandano la vocazione devozionale testimoniata anche dal numeroso repertorio di iscrizioni e didascalie religiose e laiche, che rappresentano la memoria culturale.

Mezzano nel Primiero

Gli edifici rurali di Mezzano nel Primiero

Mezzano nel Primiero

Fienili e ballatoi

I piccoli particolari che impreziosiscono le case

I piccoli particolari che impreziosiscono le case

Una delle fontane decorate del centro

Una delle fontane decorate del centro

Una delle opere contemporanee di "Cataste & Canzei"

Una delle opere contemporanee di “Cataste & Canzei”

Laddove termina la celebrazione del passato, Mezzano ricontestualizza le proprie radici nel presente, esibendo singolari opere contemporanee firmate da un gruppo di artisti, che dimostrano come l’identità fantasiosa degli abitanti sia un legame indissolubile col passato, cardine della comunicazione e della cultura di queste genti. Ogni cosa è stata plasmata alla funzionalità tipica degli ambienti montani e resa unica dall’elegante personalizzazione del proprietario. Perfino l’orto, di per sé un elemento marginale del corredo urbano, a Mezzano è stato preservato dalla modernità, ingentilito dalla presenza di piante ornamentali e fiori, che ben fan comprendere all’ospite il fine gusto della bellezza del semplice e la gioia del buon vivere.

Uno scorcio suggestivo di Mezzano

Uno scorcio suggestivo di Mezzano

Una delle fontane decorate del centro storico di Mezzano

Una delle fontane decorate del centro storico di Mezzano

Mezzano nel Primiero, cuore rurale del Trentino

Mezzano nel Primiero, cuore rurale del Trentino

Isolata dal borgo, infine, si trova la piccola cappella devozionale di via Santa Fosca, un piccolo capolavoro dell’arte medievale, che esprime la devozione religiosa della semplice popolazione montana.

Il capitello di via Santa Fosca a Mezzano

Il capitello di via Santa Fosca a Mezzano

Un esempio di architettura rurale di Mezzano

Un esempio di architettura rurale di Mezzano

L’espressione naturale della vita quotidiana della gente di Mezzano, le gocce di un passato arido di comodità e lo scorrere lento del tempo ci meravigliano durante questa passeggiata; invitano a proseguire il cammino per avvolgere in un abbraccio più ampio le bellezze del territorio. Riconosciute dall’Unesco patrimonio universale dell’Umanità, le Dolomiti di San Martino di Castrozza, severe cattedrali gotiche di pietra, si ergono imponenti, eterne testimoni delle vicende umane del fondo valle. Percorrendo la strada statale n. 50 del Grappa e del Passo Rolle si resta ammirati dagli scenari e dai paesaggi naturali in cui il tracciato si snoda attraverso una delle strade più belle del Trentino.

Le rampe che risalgono Passo Rolle

Le rampe che risalgono Passo Rolle

Le Pale di San Martino

Le Pale di San Martino

Le Pale di San Martino viste dal Lago di Calaita

Le Pale di San Martino viste dal Lago di Calaita

Le montagne sono come diamanti, assorbono e riflettono la luce mostrandosi diverse ogni qualvolta sappiamo coglierne le peculiarità da una visuale differente. In qualche modo ci offrono la loro apparente anima distaccata, coinvolgendoci con la loro asprezza e armonia.
Una chiave di lettura che permette di dare un senso più completo al nostro viaggiare, scoprendo volti nuovi della stessa faccia. Per farlo, dopo averne assaporato la maestosità dal colmo di Passo Rolle, si ritorna sui propri passi giungendo al paese di Imer dove si risale il passo della Gobbera. Entriamo nella Val del Vanoi e dirigiamo, sul versante destro, al Lago di Calaita. Da qui si abbandonano i mezzi per proseguire a piedi verso uno dei più incantevoli scenari che possa offrire il Trentino. Come un sipario teatrale, ad ogni passo compiuto nella radura, la montagna si svela fino a divenire protagonista assoluta. Su questo palcoscenico si presentano le Dolomiti di Primiero: Cimon della Pala (mt. 3185), Rosetta (mt. 2743), Pala di San Martino (mt. 2982), Cima della Madonna (mt. 2752) e Sass Maor (mt. 2812). Il pianoro di Calaita è un fantastico balcone panoramico dove è ancora possibile ascoltare il silenzio della montagna, il suono del bosco e osservare i colori cangianti della natura. In inverno il manto nevoso, irradiato dai raggi del sole, pare trasformarsi in un campo coltivato a pietre preziose. Osiamo rompere  il grande silenzio che avvolge questo incanto solo con il rumore dei passi che lentamente sprofondano nella crosta ghiacciata da mille cristalli.

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2 pensieri su “Primiero: angoli di memoria e pareti di bellezza

  1. splendida descrizione, complimenti vivissimi! Amo profondamente quei luoghi, ci vado almeno un paio di volte l’anno, mi ci sento bene, a casa, in pace.

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