Latitudine 71° 10′ 21″ – Caponord-Norvegia

Norvegia (capitolo 10 di 10 - link all’Indice)

Destinazione Caponord

Destinazione Caponord

Ci siamo, oggi è un grande giorno nell’economia del viaggio: si entra finalmente in Norvegia, la strada diventerà il trampolino verso la nostra meta. Abbiamo lasciato alle spalle nove giorni intensi che da soli valgono la fatica fatta finora; si sono succeduti luoghi, culture, paesaggi e tanti volti diversi appartenenti ad un’Europa davvero poliedrica.

Col trascorrere dei giorni, si svela a poco  a poco dentro di noi il senso più profondo del nostro viaggio: ma siamo certi che le tante emozioni vissute ci consentiranno di scoprirlo completamente solo quando saremo di nuovo avvolti dal tepore familiare; le ruote girano vorticosamente e con esse le immagini di questo lungo percorso che impreziosiscono il nostro bagaglio di esperienze.

Il paesaggio di frontiera all'ingresso in Norvegia

Il paesaggio di frontiera all’ingresso in Norvegia

Il paese di

Il paese di Karasjok

La mattina ci accoglie con un buongiorno illuminato dal sole, la luce amplifica l’entusiasmo di raggiungere la Norvegia; attraversiamo la frontiera a Karigasniemi e, poco dopo, giungiamo nell’isolata cittadina di Karasjok. Le grandi distanze che attraversiamo e una sensazione di solitudine ci catapultano all’interno della “ghost town” come in una memorabile sequenza di un film western. Nonostante i vividi colori delle abitazioni in legno bordate di bianco, l’atmosfera è immobile quasi crepuscolare. Il tempo del rifornimento e scappiamo verso nord immersi nell’infinito lungo una strada che, come un labirinto, sembra condurci al nulla. Ma è lo spazio che ci regala la libertà, non esistono ostacoli e barriere: per un momento siamo soli: noi, il cielo e il rumore delle nostre motociclette.

TABELLA CHILOMETRI E CONSIGLI PER IL VIAGGIO IN MOTO A CAPONORD

Incontriamo i primi avvisi sul pericolo alci

Incontriamo i primi avvisi sul pericolo alci

Le grandi foreste sono scomparse; lasciano il palco ai piccoli arbusti che sembrano inchinarsi per permetterci di vedere dove termina l’infinito. Raggiungiamo la costa che ci sorprende con colori che non hanno eguali; anche l’uomo, per essere al pari di questa  natura sfavillante, ha dipinto capanne e barche con colori dai toni brillanti. Sembra di vivere un sogno; non esistono termini di paragone con la nostra realtà quotidiana. Le grigie rastrelliere di legno, sulle quali sono stesi ad essiccare centinaia di pesci, ci riconducono ad una visione impressionista di questa fulgida natura.

Le rastrelliere per l'essiccazione del pesce

Le rastrelliere per l’essiccazione del pesce

Uno dei tanti branchi di renne incontrate durante il viaggio

Uno dei tanti branchi di renne incontrate durante il viaggio

La strada diventa una rampa di lancio verso l'isola di Mageroya

La strada diventa una rampa di lancio verso l’isola di Mageroya

Ormai siamo giunti nei pressi dell’Isola di Mageroya, la E69, la strada che ci condurrà fino al globo, diventa una pedana di lancio che sorvola strette baie per scomparire nella pancia del mare. “The North Cape Tunnel” si inabissa per circa 7 km sotto il livello del mare, per una profondità di 212 metri. La temperatura all’interno della galleria cala in proporzione alla sua profondità fino a diventare un enorme congelatore. Rivedere la luce del sole è molto appagante, molto meno lo è la vista del casottino del pedaggio. La strada ed il promontorio sono sferzati dal forte vento del nord; a bordo strada superiamo alcuni ciclisti che arrancano murati dal vento, il loro sforzo ci fa apprezzare di essere qui a bordo delle motociclette. Arriviamo ad Honningsvag, ultimo avamposto della civiltà; “la baia situata sotto la montagna”, questo il significato del suo termine, è un piccolo borgo di pescatori ma l’avvento del turismo, negli ultimi anni, ha caratterizzato notevolmente il suo aspetto e la sua economia.

TABELLA CHILOMETRI E CONSIGLI PER IL VIAGGIO IN MOTO A CAPONORD

La cittadina di

La cittadina di Honningsvag

Bullbar sui camion e quad raccontano l'atmosfera selvaggia dell'isola

Bullbar sui camion e quad raccontano l’atmosfera selvaggia dell’isola

Capo Nord è dietro l’angolo, ma prima di percorrere gli ultimi chilometri che ci separano dalla meta del viaggio, preferiamo abbandonare le moto per visitare il borgo marinaro e rimandare un poco l’appuntamento con il globo d’acciaio, quasi per gustare pienamente l’attesa di questo fatidico momento. Passeggiando notiamo che i giardini di  molte abitazioni ospitano un alto pennone sul quale sventola la bandiera norvegese; ci colpiscono le enormi grate che proteggono la parte anteriore dei camion e le grandi finestre delle case senza alcuna imposta, come se dovessero catturare ogni minima particella di luce. Ogni particolare racconta la difficile esistenza che si vive a queste latitudini; tutto sembra finalizzato alla praticità e alla sostanza delle cose; quassù non c’è spazio per il frivolo e la moda.

Una delle tante bandiere che sventolano sulle case norvegesi

Una delle tante bandiere che sventolano sulle case norvegesi

Gli sguardi si incrociano; è arrivato il momento tanto atteso, inforchiamo le moto e diamo gas: Nordkapp stiamo arrivando. Il vento, che in precedenza sembrava sostenuto, sulle prime rampe del promontorio diventa impetuoso. La moto oscilla paurosamente, il vento si infrange come un poderoso schiaffo che fa compiere scarti improvvisi, procediamo con cautela. Il timore di una caduta cancella ogni pensiero: non conta più il viaggio, le sensazioni, il piacere e la fatica, conta solo arrivare. Un ciclista ci fa segno di fermarci: è stremato, sta compiendo uno sforzo enorme; nudo e solo contro questo vento impossibile; ci chiede dell’acqua ma purtroppo non abbiamo nessuna borraccia d’acqua da offrire.

TABELLA CHILOMETRI E CONSIGLI PER IL VIAGGIO IN MOTO A CAPONORD

Ormai siamo in prossimità del punto più settentrionale d'Europa

Ormai siamo in prossimità del punto più settentrionale d’Europa

Eccolo: finalmente il nostro traguardo. Il globo di acciaio di Nordkapp

Eccolo: finalmente il nostro traguardo. Il globo di acciaio di Nordkapp

Scorgiamo in lontananza le moderne strutture ricettive di Nordkapp: paghiamo il biglietto e parcheggiamo le moto. Quando arriviamo non c’è molta gente, il maggior afflusso probabilmente coincide con le ore serali quando si può godere del fenomeno del sole di mezzanotte. Finalmente siamo al cospetto del grande globo che si staglia verso l’infinito: la sua sagoma nera e severa sembra rappresentare un simbolo di libertà per tutti gli uomini. Lo osserviamo con soddisfazione e, mentre contempliamo la fine del mondo, attendiamo il turno per le consuete foto di rito, abbracciandoci per la gioia di essere qui. Saliti sul podio di cemento risulta particolarmente difficile tenere una posizione eretta: la furia del vento fa perdere l’equilibrio.

Il moderno centro polivalente di Nordkapp:

Il moderno centro polivalente di Nordkapp: “Nordkapphallen”

L'Oceano Artico

L’Oceano Artico

Passeggiando lungo il margine della scogliera, che precipita verso i marosi, si è pervasi dalla sensazione della straordinaria potenza della natura: scendendo nei sotterranei del “Nordkapphallen”, la grande struttura che al suo interno ospita gli esercizi commerciali, raggiungiamo il “Grotten Bar”, scavato nella roccia, dalla cui balconata si gode una vista spettacolare sull’Oceano Artico. Sono molte le attrazioni offerte dal centro: ristoranti panoramici, il museo Thai, la sala cinematografica e il grande negozio di souvenir: tuttavia è il delicato ambiente naturale della “Rupe” che resterà scolpito negli occhi e nel cuore delle persone.

TABELLA CHILOMETRI E CONSIGLI PER IL VIAGGIO IN MOTO A CAPONORD

Il grande globo di acciaio simbolo di Caponord

Il grande globo di acciaio simbolo di Caponord

Decidiamo a malincuore di non soffermarci ad ammirare il sole di mezzanotte per proseguire il nostro viaggio: la Norvegia è immensa e la strada ancora da percorrere è tanta. Ripercorrendo la strada fatta in precedenza un velo di malinconia cala sui nostri pensieri: il sogno di realizzare una piccola impresa personale è realizzato ma abbiamo l’impressione che sia offuscato dai colori variopinti della mercificazione di un mito. Nordkapp non è così lontana, almeno non come lo era in passato, quando giungere qui significare vivere un viaggio da pionieri. Oggi la Rupe è una destinazione turistica come tante altre, pur restando ai margini di un continente. I pensieri sono turbati da una folata di vento che provoca una leggera sbandata della moto; in quel momento mi pare chiaro che la nostra meta è stata guadagnata a bordo delle moto con fatica e impegno.

La rupe di Caponord

La rupe di Caponord

Nel nostro peregrinare entriamo lentamente, quasi per non intaccare l’atmosfera silente che ci circonda, nel delizioso borgo di Lakselv adagiato sul mare. I colori delle case e della natura restituiscono alla vista la serenità della bellezza delle cose che l’inverno nasconde per gran parte dell’anno. Tra i cespugli spuntano piccoli fiori e nel cielo alcuni uccelli disegnano traiettorie primaverili. In questo piccolo incanto, nato ai margini della fine del mondo, sono riuscito a trovare quell’attimo di solitudine, libertà e di pace col mondo.

TABELLA CHILOMETRI E CONSIGLI PER IL VIAGGIO IN MOTO A CAPONORD

Il piccolo paese di

Il piccolo paese colorato di Lakselv

La nostra felicità dopo aver raggiunto un sogno

La nostra felicità dopo aver raggiunto un sogno

Grazie a  www.borealis-design.no  abbiamo la possibilità  di ammirare il panorama a 360° di una meta mai così tanto attesa.
nordkapp-live

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