Un viaggio nell’era glaciale: le palafitte di Fiavè

Il lago di Carera e le palafitte di Fiavè

Il lago di Carera e le palafitte di Fiavè

Nello schermo il mondo appare ricoperto da una spessa coltre di ghiaccio, il paesaggio non sembra ostile, anzi è caratterizzato da splendidi riflessi bianchi e azzurri che rivestono valli e montagne. Si tratta dell’incredibile scenario cinematografico all’interno del quale una strampalata banda di animali vive le sue divertenti avventure strappandoci tante risate. Sid, Manny e Diego sono i simpatici protagonisti della saga cartooniana dell’”Era Glaciale”, testimoni, loro malgrado, degli sconvolgimenti naturali provocati dal famelico scoiattolo Scrat alla caccia infinita di una preziosa ghianda.

Storie che divertono grandi e piccini che descrivono la nostra terra nella notte dei tempi, storie che agli spettatori sembrano molto lontane dalla nostra quotidianità. Ma gli eventi che contrassegnarono la glaciazione terrestre sono veramente così lontani, tanto da riviverli soltanto in un’allegra parodia di cartoons oppure esistono ancora luoghi dove si possono incontrare le tracce di quel periodo geologico?

Le indicazioni per il sentiero delle Palafitte

Le indicazioni per il sentiero delle Palafitte

Avviamo la moto; ora corre veloce, la lancetta dei regimi e la leva del cambio salgono e scendono in rapida sequenza. Maciniamo chilometri: la strada sale e, con essa, le cime imbiancate delle montagne che avvistiamo lungo il percorso. In valle abbiamo lasciato le suggestive immagini del lago di Toblino, le ardite rampe della vecchia strada a strapiombo sulla gola del Limarò, trasformata in una superba pista ciclabile.

Il tornante n° 2 dal quale parte la strada del Limarò

Il tornante n° 2 dal quale parte la strada del Limarò

La strada del Limarò oggi pista ciclabile

La strada del Limarò oggi pista ciclabile

Il panorama delle Sarche visto dal Limarò

Il panorama delle Sarche visto dal Limarò

Attraversato il borgo di Comano Terme, indirizziamo le ruote a sud, sulla strada che porta al passo del Ballino. Siamo arrivati nelle Valli Giudicarie Esteriori, in questo territorio si trova la meta che vogliamo raggiungere la “Torbiera di Fiavè”. Si tratta di un’area protetta di grande valore ambientale e storico: il biotopo, che prende il nome dal lago Carera si trova inserito in una conca triangolare stretta tra i monti Misone e Cogorna.

La terrazza panramica

La terrazza panoramica

il panorama sulla Torbiera di fiavè

il panorama sulla Torbiera di Fiavè

La visita al biotopo di Carera inizia parcheggiando le moto nell’apposito spazio a lato strada in località Pineta, subito dopo il bivio per Fiavè. Di fronte al parcheggio parte un agevole sentiero che si snoda lungo una comoda passerella di legno che conduce ad una terrazza panoramica dalla quale si può godere una bella vista d’insieme del complesso storico naturalistico. La torbiera si originò alla fine della glaciazione “Wurmiana” circa 12-14.000 anni fa, in seguito allo scioglimento dei ghiacci. A causa dello sbarramento morenico le acque furono intrappolate nella Conca di Fiavè originando un vasto lago profondo più di 20 metri. Lentamente il bacino venne colmato dai depositi vegetali che ne ridussero la superficie. Questo accadimento, intorno al 2100-2000 a.C., consentì alle popolazioni locali di insediarsi nella zona costruendo le famose palafitte di cui oggi si possono ammirare i resti. I primi ritrovamenti di reperti preistorici avvennero alla fine dell’800; da allora l’invaso di Fiavè restituì numerosi oggetti, tra i quali utensili, vasi e rudimentali strumenti di lavoro, testimoni di quelle forme stanziali di vita del Bleggio.   

La passerella di legno che corre sulla umida torbiera

La passerella di legno che corre sulla umida torbiera

Il particolare stato di conservazione dei ritrovamenti ha permesso agli studiosi di comprendere gli aspetti più nascosti della vita di queste comunità primitive; si tratta di un sito molto importante, tanto da essere inserito tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, unitamente ad altri siti palafitticoli presitorici dell’arco alpino.

La torbiera è ricca di vegetazione, rettili e anfibi

La torbiera è ricca di vegetazione, rettili e anfibi

Il Museo delle Palafitte di Fiavè

Il Museo delle Palafitte di Fiavè

Gli oggetti dell’artigianato e della vita quotidiana di questa primordiale società sono raccolti nel Museo delle Palafitte di Fiavè nel quale si possono ammirare, oltre all’esposizione dei reperti archeologici, la ricostruzione di un grande plastico che ricrea un villaggio palafitticolo di circa 3.500 anni fa, filmati e suggestivi elementi scenografici.

Le istallazioni all'interno del Museo delle palafitte di Fiavè

Le istallazioni all’esterno del Museo delle palafitte di Fiavè

Terminata la visita al museo, ci attende una comoda panchina nel suo bel giardino per trascorrere un momento di relax parlando del resto della giornata. Una serie di rumori e di versi che risuonano come imprecazioni ci spingono a voltarci e guardare cosa succede alle nostre spalle. Uno scoiattolo corre sul prato con una grande ghianda, si accorge di noi, ci osserva e scappa, noi ci guardiamo ed esclamiamo: “Meglio partire, fra poco arriva la fine del mondo”.

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