Il dilemma

Continuo ad osservarle in silenzio restando fermo, in piedi, nella penombra senza proferire parola: non so quanto tempo sia trascorso. I miei occhi si muovono velocemente, a scatti, a destra e a sinistra, ripetutamente, come per cogliere particolari che, in realtà, conosco bene. Come se la mia decisione dipendesse da quest’ultimo atto.

Non è la prima volta che mi trovo in questa situazione: generalmente sono un tipo scrupoloso, non lascio nulla al caso, ed ho imparato a controllare molti aspetti della mia esistenza curandoli in ogni dettaglio. Sono cosciente che questo mio atteggiamento nei confronti della vita mi limita. A volte mi impongo di lasciare che le cose vadano secondo l’istinto; ma ogni volta che mi trovo in questa posizione la mia scelta si trasforma in dilemma.

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Le conosco bene entrambe, eppure, ancora una volta, sono in imbarazzo: se potessi, declinerei la scelta; se potessi preferirei essere scelto; sarebbe tutto più semplice se una delle due prendesse questa decisione.

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Le amo entrambe, in modo diverso certo, ma con la stessa intensità: non posso fare a meno di nessuna di loro. Ambedue conoscono il modo di emozionarmi, con ognuna di loro sento di essere vivo.

Fin da ragazzo non mi sono mai piaciuti i rapporti duraturi, ed ora che sono diventato uomo la penso allo stesso modo. Con Mary ho fatto un’eccezione. Lei é entrata nella mia vita da oltre 10 anni. Non è stata l’unica. Lei lo sa e lo accetta in silenzio: intuisco che lo faccia per la mia felicità.

Non è bella, tutt’altro, ha una linea d’altri tempi. Non è certamente il tipo per cui perdere la testa o semplicemente per voltarsi indietro. Però ha delle qualità nascoste che, col tempo, ho imparato ad apprezzare. Quando sono con lei sono pervaso da un profondo senso di sicurezza e affidabilità. E’ un’ottima compagna di viaggio. Insieme siamo stati in mezzo mondo; oggi ricordo con un sorriso certi momenti difficili che abbiamo superato insieme. Questo conta molto nel nostro rapporto e non posso negarle il merito di non avermi mai lasciato a piedi.

Sono convinto che abbia un’anima e che sia una delle poche che sappia ascoltarmi: per questo in tanti anni le ho confidato i miei pensieri più profondi e segreti.

Non sempre il nostro rapporto funziona: ci sono stati momenti in cui ho sentito il bisogno di cambiare, l’esigenza di guardarmi attorno e di fare nuove esperienze. Ma sono certo che ogni volta che la cercherò lei sarà lì ad aspettarmi.

L’altra è l’opposto.

Ci vediamo solo in occasioni particolari, spesso nel mezzo di un fine settimana e non trascorro con lei più di una giornata. Lei è una di quelle che sa il fatto suo: un caratterino spigoloso, subito pronta a scattare per un nonnulla. Sono sempre io a cercarla ma lei non si tira indietro.

E’ un’ammaliatrice: in pochi resistono al suo fascino sexy, è capace di penetrare anche gli animi di pietra e accendere l’immaginazione di ogni uomo. Si concede completamente e, a chi è capace di conquistarla, concede tutte le sue grazie. Sono pazzo di lei. Quando usciamo insieme mi fido ciecamente: ha toccato il mio cuore e insieme viviamo una passione sfrenata. Mi porta al limite, ogni volta. E’ aperta ad ogni mia accelerazione. I momenti trascorsi insieme sono un’esperienza unica, lei vive tutto senza remore, con il contagiri al massimo, ha solo bisogno di attenzione. E’ un rapporto esclusivamente fisico che necessita di tanta concentrazione. Quando la lascio sono sfinito ma felice.

Lei mi aspetta in silenzio per giorni, a volte settimane. Ma sa che non mi attenderà invano: nonostante il rimorso, cedo ancora una volta alla tentazione di cercarla per correre insieme verso la follia, per rincorrere questa ossessione eccitante che mi regala una fuga dalla realtà e dai problemi quotidiani.

Avverto la certezza che sarò in grado di risolvere il mio dilemma solo con uno stratagemma: per ingannare mestesso farò la conta come la facevo sul campetto da calcio quando ero ragazzino “ambaraba ciccì coccò tre civette sul comò che facevano l’amore… “

honda-xl-600     BMW-S1000RR

“Ehi! E’ un’ora che ti guardo. Mi spieghi cosa fai in piedi tra quelle moto. Hai intenzione di fare un giro insieme a me o ripasso un’altra volta”

Ciao Anna, scusami mi ero messo a pensare a delle cose. Sai … ragionavo su come sistemare il bagaglio per mio prossimo viaggio e così mi son perso via. Comunque sono pronto. Partiamo subito, anzi, sai che faccio per farmi perdonare??? … lascio a te la scelta della moto. Che ne dici. Quale prendiamo?

“Va bene! Decido io. Questa volta ti lascio guidare la mia di moto. Così la finirai di restare imbambolato a fissare le tue!”

One thought on “Il dilemma

  1. La mitica XL non si tocca!! E’ stata mia compagna per 10 anni e la penso come te; col senno del poi ce l’avrei ancora, ma al tempo non pensavo di poter tenere due moto e la detti indietro per una fantastica Transalp :-)

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