Monte Grappa

La splendida giornata sul Grappa di qualche anno fa

La splendida giornata sul Grappa di qualche anno fa

Mi ero recato anni fa sul Monte Grappa in compagnia di un amico. Ricordo che era novembre; arrivammo in cima al sacrariosotto un cielo plumbeo dall’aspetto pesante poi, come d’incanto quel cielo grigio si trasformò in una splendida giornata di sole; tirava un vento forte: il freddo che accapponava la pelle aveva il pregio di restituirci un cielo terso, di quelli che capita raramente di osservare.

Monte Grappa

Il Sacrario italiano col sacello della Madonnina del Grappa e la Via Eroica

Il ricordo di quella giornata, trascorsa a commentare i fatti di guerra, è stato sbiadito dalla normalità del quotidiano; eppure quel giorno aveva rappresentato un momento speciale e non soltanto per le bizzarrie della meteo che seppero regalare panorami incredibili, ma soprattutto per le emozioni e i ricordi che il luogo ci evocava ad ogni passo.

Monte Grappa

Sono trascorsi alcuni anni da quella visita al Sacrario del Monte Grappa ed in occasione del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale ripercorriamo quelle strade, contrassegnate dalla bellezza del territorio e dalla memoria di una drammatica epopea.

Lo facciamo a bordo delle nostre moto, percorrendo come d’obbligo la strada statale della Valsugana. A Primolano abbandoniamo la grande arteria che collega la pianura veneta al nostro Trentino per impegnare le Scale di Primolano. Risalire in moto i tornanti che si susseguono uno dopo l’altro e transitare al cospetto delle vecchie murate della fortificazione della “Tagliata della Scala” ci introduce nello spirito del ricordo degli avvenimenti della Grande Guerra quando, a difesa dei confini e dei punti strategici, venivano erette delle formidabili opere militari che ancora oggi testimoniano la follia di quei giorni.

IMG_0933-Monte Grappa

I prati verdi e gli animali al pascolo del Monte Grappa

Il simpatico quadrupede ci ricorda che in questi luoghi è meglio osservare il silenzio e il rispetto per coloro che riposano in eterno

Il simpatico quadrupede ci ricorda che in moto meglio non fare gli asini

Le curve e la vista sul territorio montano ci distolgono dal motivo per il quale abbiamo deciso di salire fino a quassù. Il senso di leggerezza e di libertà che solo la moto è capace di regalare ci abbandona nel momento esatto in cui giungiamo nelle vicinanze del Sacrario. Tolto il casco si respira un’aria diversa: nessuno di noi ha voglia di parlare o sorridere, il silenzio ci pervade insieme al doveroso senso di rispetto che incute questo luogo.

Monte Grappa

Il panorama sulla pianura veneta

Monte Grappa

La bella vista che si gode dal Sacrario del Monte Grappa

Prima di addentrami nella memoria della Storia mi volto ad osservare il percorso fatto per giungere fin qua, come per mettere a fuoco il presente per capire il passato che alberga in questo sacrario. La strada attraversa prati verdi popolati da paciosi animali, poi risale per sgargianti pendii coperti da fitti boschi. Alcuni ciclisti mordono i tornanti in piedi sui pedali, inseguiti poco distante da un camper di una famiglia in vacanza. La vista corre a scrutare la pianura avvolta da una velata foschia che pare nasconderne l’animosità. Sembra che nulla sia successo; pare che la Storia, quella fatta di trincee, bombe, reticolati di filo spinato e di corpi fatti a brandelli, sia una vecchia favola di quelle raccontate per mettere paura ai bimbi.

Eppure, se salendo fin qua guidando una bella moto, ho potuto godere delle bellezze del territorio in tutta libertà,  lo devo anche a tutti coloro che qui riposano. Sarà anche un pensiero banale, ma provo la sensazione che presto mi attenderà un confronto con la coscienza.

La Caserma Milano ora sede museale del Sacrario del Monte Grappa

La Caserma Milano ora sede museale del Sacrario del Monte Grappa

Monte Grappa

Il portale Roma, sulla cui sommità è stato costruito l’Osservatorio

Guardandomi attorno mi colpisce la varietà di gente che frequenta questo luogo: ci sono coloro che indossano un cappello alpino e chi una camicia verde a scacchi di quelle utilizzate in montagna, coppie di innamorati che passeggiano dandosi la mano, famiglie con bambini forse troppo piccoli per capire e qualche anziano che racconta dei trascorsi ai tempi della seconda grande guerra al proprio nipote.

Il Monte Grappa non fa differenze tra le persone, accoglie tutti in un abbraccio di fratellanza proprio come vuole lo spirito alpino: il Sacrario racconta pagine di sofferenza e morte ma al contempo rappresenta un trampolino verso la pace.

Monte Grappa

Il Sacrario italiano con il tempietto della Madonnina del Grappa

Monte Grappa

La Via Eroica vista dal Portale Roma l’ingresso della preesistente sistemazione del Sacrario

Passeggiando tra le lapidi che ricordano i nomi dei defunti si intuisce la provenienza dei soldati: vincitori e vinti provenienti dagli angoli più remoti dell’Europa e del mondo. Respirando il silenzio immobile del Sacrario si matura la consapevolezza che tutti questi uomini furono dei vinti, come lo è ogni caduto di qualsiasi dannata guerra.

Monte Grappa

La Via Eroica

Monte Grappa

Un obice ben conservato

Monte Grappa

Lungo la Via Eroica si trovano 14 cippi con i nomi delle postazioni di battaglia del Monte Grappa

Una sottile amarezza riempie il vuoto dell’anima: è difficile immaginare le sofferenze dei protagonisti. Eppure passeggiando tra le lapidi dei soldati dell’impero asburgico, una tenue luce rischiara l’ombra cupa della guerra.

Si tratta della lapide del soldato Peter Pan, un ragazzo ungherese il cui nome è lo stesso del celebre personaggio di fantasia della favola di James Mattew Barrie. Il giovane soldato, come l’elfo della favola, a causa della guerra divenne bambino per l’eternità perdendo la vita tra le valli prealpine del Veneto. Questo nome, che fa volare tutti sull’isola che non c’è, stride su una delle tante lastre di metallo del sacrario del Monte Grappa. Sarà forse per questo che tanta gente depone un fiore o un sassolino per onorarlo e omaggiare chi della propria vita avrebbe voluto farne una favola.

Monte Grappa

La planimetria in bronzo recante i luoghi delle battaglie e la posizione del fronte nel Giugno 1918

Monte Grappa

La parte superiore del Sacrario austro-ungarico

La giornata trascorre serena, qualcuno del gruppo si separa dagli altri per allontanarsi e cercare un momento di riflessione. Gli obici attirano l’interesse dei visitatori e anche noi non manchiamo di provare la sensazione di sederci per un attimo sugli scomodi sellini degli artiglieri. Uno sguardo all’orologio: il tempo sta volando è ora di tornare alle moto per fare rotta verso casa.

IMG_0945-Monte Grappa IMG_0949-Monte Grappa IMG_0952-Monte Grappa IMG_0961-Monte Grappa IMG_0965-Monte Grappa IMG_0966-Monte Grappa IMG_0967-Monte Grappa

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...