Valle d’Alta Fossa

Il Paese di Maranza a 1.414 m sul livello del mare

Il Paese di Maranza a 1.414 m sul livello del mare

Per una breve vacanza estiva, all’insegna del trekking e della natura abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno nell’area vacanze del Monte Cuzzo in Valgiovo, un piccolo territorio dell’Alto Adige collocato dove  la Valle Isarco lascia spazio alla Val Pusteria. Le segnaletiche locali dei toponimi riportano la dicitura in lingua tedesca: Almenregion Gitschberg-Jochtal, Meransen Südtirol.

Per giungere fin qua abbiamo percorso l’autostrada del Brennero A22, uscendo al casello di Bressanone. Da qui ci siamo diretti verso la Val Pusteria seguendo le indicazioni per Rio Pusteria/Mühlbach e quindi per Maranza/Meransen. Abbandanato il borgo di Rio Pusteria, antica dogana dei principi del Tirolo, la strada si inerpica per 7,5 km; curve e tornanti fanno divertire i motociclisti. Lentamente si sale di quota e il panorama offerto è davvero notevole.

Alta Val di Fossa

Il panorama sulla Val Pusteria

Oltrepassiamo l’abitato di Maranza e le sue caratteristiche costruzioni in stile altoatesino. Seguiamo le immancabili tabelle segnaletiche e ci avviamo per una stradina forestale che ci conduce al Grossberghutte il rifugio che ci ospiterà per alcuni giorni in Valle d’Alta Fossa. La giornata è splendida perciò scarichiamo le nostre borse e, dopo le formalità di rito, approfittiamo per fare due passi esplorativi e per assaporare la semplice bellezza di questa valle.

Grossberghutte: il rifugio che farà da base per le nostre escursioni

Grossberghutte: il rifugio base delle nostre escursioni

Alta Val di Fossa

Le indicazioni dei sentieri in Altfasstal

Il verde intenso dei prati e il profumo di erba appena tagliata pervade i nostri sensi inquinati dalla civiltà del traffico e del cemento. L’incanto di questa valle invita a perdersi nella natura rallentando i ritmi. Osserviamo la valle: la strada forestale che la attraversa: pare una pennellata bianca di un pittore nel mezzo di un paesaggio. A quest’ora del tardo pomeriggio non c’è nessuno: per un attimo ci sentiamo  padroni della valle come se fossimo in un’isola deserta.

Le piccole baite e stalle usate dai contadini ancora oggi.

Le piccole baite con stalle e fienili usate dai contadini ancora oggi.

I contadini all'opera

I contadini all’opera

Camminiamo un poco e scorgiamo ai limiti di un prato che risale il pendio due uomini intenti a rivoltare il fieno per farlo seccare approfittando del sole, utilizzando strumenti a mano come avviene da secoli. Le previsioni indicano che nel fine settimana pioverà e questo potrebbe mettere a rischio tutto il lavoro: meglio far presto.

Mentre proseguiamo il nostro percorso pensiamo alla dura vita dei contadini dei masi di alta montagna fatta di fatica e isolamento, una vita regolata dai ritmi del sole e dal tempo: è l’altra faccia di questa natura bellissima.

AltaValdiFosse

L’anfiteatro naturale della Valle d’Altafossa

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La notte trascorre serena, lontani dall’afa cittadina: è un assoluto piacere dormire sotto un leggero piumino. Ci svegliamo di buon ora, e dopo una buona colazione ci rimettiamo in cammino per proseguire fino alla Malga Pranter a quota 1850 mt. L’escursione è una bella passeggiata rilassante consigliabile anche a coloro che non amano cimentarsi con i sentieri di montagna.

Giungiamo alla malga che ci appare subito molto differente rispetto a quelle alle quali siamo abituati. E’ collocata in fondo alla valle, in un anfiteatro naturale creato dai monti al confine con l’Austria. E’ il paese dei balocchi, un luogo adatto soprattutto ai bambini che possono divertirsi con i tanti giochi presenti. Non è il nostro genere di rifugio dove sedersi per consumare, preferiamo le classiche malghe ma è un luogo talmente particolare che uno strappo alla regola ci può stare.

Pentole, padelle e casseruole alla Malga Pranter

Pentole, padelle e casseruole alla Malga Pranter

Alcuni di tanti pittoreschi oggetti esposti alla Malga Pranter

Alcuni dei tanti pittoreschi oggetti esposti alla Malga Pranter

Un elemento che non può mancare in alta montagna è l’acqua che nell’Altfasstal scorre limpida e fresca. Talmente fresca che è stato creato un percorso alpino dedicato alla terapia Kneipp. Il sacerdote Sebastian Kneipp nel XIX secolo ha studiato una cura, che oggi porta il suo nome, che si basa sull’idroterapia, la fitoterapia e una corretta alimentazione. Lungo la valle ci sono delle postazioni con cartelli esplicativi dove il turista è invitato a provare i benefici di questa cura che è applicata anche nei più moderni centri wellness.

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Il torrente Altfassbach

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L’acqua usata come sistema di cura Kneipp

Lentamente rientriamo alla base e sulla strada del ritorno continuiamo ad essere stupiti dalle belle visioni che la AltavaldiFosse propone. Il pensiero vola all’indomani quando bisognerà tornare a casa ma siamo certi che questo luogo così incantevole resterà per molto tempo custodito nei nostri cuori.

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