Itinerario affreschi romanici

Gran parte della storia del Trentino è legata alle vicende della chiesa e alle influenze culturali della ricca contea del Tirolo. L’epoca romanica, tra i secoli X e XII, ha prodotto un vasto patrimonio di pitture murali che hanno tramandato contenuti religiosi e cavallereschi. Le opere di restauro, effettuate in epoca recente, hanno riportato alla luce antichi tesori figurativi e hanno contribuito a recuperare quelli già visibili.

Questa eredità romanica dell’antico Trentino è oggi accessibile, pronta ad affascinare i viaggiatori, curiosi di apprenderne il messaggio artistico e spirituale in un itinerario tra valli, borghi e città, in una regione che continua a meravigliare per la sua ricchezza artistica.

1) Duomo di Trento; è la chiesa cattedrale dedicata al Patrono della città: San Vigilio. L’aspetto attuale è il risultato di una serie di vicissitudini architettoniche e storiche che hanno origine nel lontano VI secolo, quando fuori della cerchia muraria della Tridentum venne eretta una cappella cimiteriale sul luogo di sepoltura del vescovo S. Vigilio martirizzato. Diverse costruzioni si sono poi sovrapposte. Nel 1212 il vescovo Federico Vanga diede il via alla costruzione di un nuovo edificio al posto della basilica preesistente, che ora giace sotto l’attuale cattedrale. L’incarico venne affidato Ad Adamo d’Arogno, capostipite di una serie di maestranze comacine che lavorarono al progetto per oltre un secolo. Il progetto era essenzialmente romanico e prevedeva due campanili sulla facciata principale. Le influenze gotico-francesi non tardarono a farsi sentire e l’asseto interno della navata principale ne subì i principi del verticalismo e delle proporzioni. Successivamente intervenne lo stile barocco, ne è un esempio la Cappella Alberti di fine 600 e l’altare a baldacchino. Alla fine dell’800 il Duomo subì notevoli interventi che riguardarono il tetto, in precedenza costruito secondo il concetto a carena. La cupside a cipolla venne eseguita nei primi anni del 700. Sulla parete sud del transetto meridionale è presente un affresco raffigurante san Cristoforo. I tratti del viso del Santo fanno ritenere agli esperti che l’opera appartenga a un pittore del Tirolo ma con influenze veronesi. L’affresco dovrebbe risalire alla metà del secolo XIII.

La pianta dell’edificio si presenta a croce latina a tre navate con due absidi laterali . Su piazza Duomo spicca la ruota della fortuna con le sue 12 foglie che simboleggiano le ore del giorno. Sulla ghiera esterna sono posti altrettanti omini che ruotano salendo verso la felicità. Una curiosità: alla base sono impresse nella pietra antiche misure lì incise a garanzia dei commerci effettuati nel mercato che si teneva proprio nella piazza, dove scorreva la roggia (si può notare una particolare pavimentazione che taglia la piazza che la ricopre). Sulla facciata principale è presente un rosone a 16 petali ricco di simbologia. Il numero 16, infatti, è un multiplo di otto che veniva ritenuto da Pitagora il numero dell’universo; per Dante rappresentava invece il numero delle sfere attorno la terra e per la chiesa il numero 8 era il giorno in addivenire; per questo piante di battisteri hanno 8 lati: rappresentano l’eternità dopo la vita terrena. Sul colmo il Cristo Pantocratore con i simboli dei 4 evangelisti.

 2) Sant’Ilario Rovereto; nel borgo di Sant’Ilario a nord di Rovereto, spicca la chiesetta romanica dell’ospizio di Sant’Ilario, con il robusto campanile coperto di laterizio veronese, che fa corpo con il fabbricato che un tempo fu monastero e poi lebbrosario risalente al 1197. All’esterno, in una nicchia ad arco a tutto sesto, spicca la figura del Cristo in trono.

 3) San Pietro in Bosco Ala; Sulla strada statale, nelle vicinanze di Ala con direzione Verona, sorge la chiesa romanica di San Pietro in Bosco, immersa tra i vigneti. La chiesa, che viene datata al VI secolo, presenta un alto campanile con cuspide in cotto veronese e bifore romaniche.  All’interno della chiesa sono presenti alcuni affreschi, tra cui un Cristo in Maestà sopra il portale e San Giorgio che uccide il drago con una lancia riportante il simbolo della croce, a richiamare le imprese delle crociate. La leggenda vuole che proprio in questo luogo Teodolinda, figlia del duca di Baviera, abbia incontrato il suo futuro sposo Autari, terzo re dei Longobardi, nel 589. Dopo la morte di Autari, Teodolinda divenne regina dei Longobardi ed essendo cattolica, anche se aderente allo scisma dei tre capitoli, rappresentò il primo stabile collegamento tra i Longobardi ariani e la Chiesa di Roma.

 4) San Leonardo in Sarni Borghetto-Avio;

 5) San Biagio Mori; della chiesa resta ben poco dopo la distruzione avvenuta nel corso della prima guerra mondiale. Dell’antica struttura si sono salvate le mura e il campanile. Gli affreschi sono visibili nella collezione permanente del castello del Buon Consiglio di Trento. I frammenti degli affreschi mostrano i simboli degli evangelisti Matteo e Giovanni. Costituivano il tema iconografico della Majestas Domini.

 6) San Lorenzo Tenno; All’estremità meridionale del borgo di Frapporta nelle vicinanze di Tenno si erige la chiesetta di San Lorenzo (XII secolo). Il paese, che costituisce un bel borgo da visitare è ubicato sul piccolo altopiano sopra il lago di Garda. E’ una delle più significative espressioni dell’arte e dell’architettura romanica della provincia di Trento. L’interno accoglie numerosi affreschi che si sono conservati nella zona absidale, tra i quali quelli dedicati a San Giorgio e il drago e San Lorenzo.

 7) San Tommaso Riva del Garda; Si tratta di un gioiello dell’arte romanica costruita intorno al 1194 da Odolrico da Arco per l’annesso ospedale lebbrosario. E’ dedicata a san Tommaso da Canterbury. La struttura presenta una muratura in conci di pietra squadrata. Al suo interno affreschi dedicati a san Tommaso san Adelpreto e un ciclo di affreschi tardoromanici che rappresentano Cristo in maestà con apostoli.

 8) Cripta Colleggiata Arco;

 9) San Biagio Vigo Cavedine;

10) San Paolo Ceniga; si tratta dell’eremo di San Paolo a Ceniga sito in località Prabi, nel comune di Arco. La struttura ha subito recenti restauri che hanno riportato al vecchio splendore gli affreschi risalenti al XIII secolo. Al suo interno è raffigurata l’ultima cena e gli episodi della lapidazione di Santo Stefano e della conversione di San Paolo. Anche all’esterno la chiesa mostra degli affreschi di carattere profano.

11) Cappella del Castello Stenico; Negli anni ’80 i restauri che hanno interessato il castello di Stenico hanno riportato alla luce uno straordinario ciclo pittorico risalente al XIII secolo, conservato nella cappella dedicata a San Martino. Il ciclo meglio conservato è quello relativo agli episodi della vita di Gesù; si susseguono la natività l’annunciazione e la crocifissione. Il ciclo rappresenta un’importante testimonianza della pittura romanica nella provincia di Trento. Il Castello, che conserva gli affreschi, ha le sue origini nell’anno mille ma la sua evoluzione arriva fino al dominio austriaco. La fortificazione è arroccata su un dosso dal quale si domina la sottostante valle. In passato è stato il simbolo dei principi vescovi di Trento. Se esternamente la vista ricorda una difesa militare, all’interno la severità del complesso lascia spazio agli ambienti signorili di un’elegante residenza. Oggi il castello è visitabile e al suo interno vengono proposte mostre.

12) San Lorenzo Banale;

13) Cripta della pieve di Santa Croce Bleggio;  la cripta è sita nella sede dell’antica Pieve di Bleggio. L’edificio sacro è in stile rinascimentale, mentre di origine romanica è il campanile. In questa chiesa si ammirano la Cappella di Santa Croce (1640) con lo splendido altare barocco di legno dorato, che custodisce dal 1624 la Croce taumaturga. Quindi lo sfarzoso altare maggiore in marmo (1740) e la cripta romanica con pianta quadrata con quattro colonne a sostenere la volta frammenti di scultura dei secoli VIII e IX. Vi sono anche tracce di affreschi anteriori al 1303, che rappresentano gruppi di animali, angeli e alcune sante, inoltre sono raffigurate delle immagini di Caino e Abele.

14) San Giorgio Terres; La chiesa di S. Giorgio si trova a Terres, un comune della Val di Non, ed è caratterizzata da una pianta semplice anche in conseguenza della sua collocazione, sopra una piccola collina. La chiesa che oggi vediamo è originaria del XV secolo e il suo sviluppo riprende quello planimetrico della costruzione precedente. Solamente la parete nord fa parte della struttura romanica originaria del 1150 circa. E’ caratterizzata da un portale in stile gotico mentre il campanile di piccole dimensioni è a vela. I decori pittorici risalgono a epoche differenti. Sulla parete originaria della prima chiesa è conservata una scena di lotta tra un cavaliere ed un gigante informe mentre sotto il gruppo giace, forse, un drago. Le maestranze che hanno operato la ricostruzione, hanno decorato la parte nuova col Cristo Pantocratore all’interno della mandorla e coi simboli degli Evangelisti, gli Apostoli e, ovviamente, San Giorgio ed il drago.

15) Cappella dei Martiri San Zeno; è situata nella basilica dedicata ai santi martiri anaunesi; quest’ultima è stata eretta sui resti della vecchia chiesa romanica preesistente. Sono in buono stato alcune pitture riportate alla luce intorno al 1930 risalenti al periodo tardoromanico. Si possono distinguere il committente, il serpente di bronzo e Mosè col bastone e, al disotto della scena alcuni apostoli. Un’altra lunetta riproduce i patriarchi e le anime dei giusti.

16) San Romedio; San Romedio è collocato in una piccola valle laterale ad oriente di Sanzeno in Val di Non. Il santuario è stato costruito a più riprese, su una ripida altura rocciosa di circa 70 metri. La struttura del santuario è la somma di una sovrapposizione di edifici costruiti in epoche successive, collegati da una scalinata di 131 gradini. Il santuario così posto sembra avere una forma piramidale. L’edificio primordiale è la chiesa antica che venne eretta sul culmine della roccia, intorno al XI secolo, è, pertanto, in stile romanico, decorata con affreschi duecenteschi, si ritiene sia opera di maestranze nordiche forse della vicina val Venosta. Sono raffigurati una Vergine in trono con aureola e corona, un Gesù bambino e un’ultima cena visibile solo in parte. Nella cappella delle reliquie interessante il dipinto che raffigura le tre donne al sepolcro. Sullo zoccolo della stanza sono stati riprodotti elementi demoniaci come mostri rappresentanti i vizi umani.

Nei secoli successivi, furono costruiti altri edifici che vennero collegati da ripide scalinate In particolare vennero erette le cappelle di San Giorgio nel 1487, di San Michele nel 1514 di stile barocco, e la chiesa maggiore di San Romedio nel 1536. L’ultima costruzione è recente: risale al periodo post bellico della prima Guerra mondiale quando venne fatta erigere la chiesetta dell’Addolorata, come ringraziamento per la pace ritrovata.

17) Santi Tommaso e Bartolomeo Romeno;

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...