A spasso per Trento

Molti transitano da Trento, chi la vede dall’autostrada di fretta perchè va verso le scalate delle Dolomiti, chi la vede al volo perchè la meta del tour motoristico è il Garda, ma i motociclisti che si fermano a Trento per visitarla sono pochi. E’ vero i passi alpini, le curve, le salite e le discese delle belle valli trentine sono più appetitose per l’appassionato delle due ruote, ma Trento, parafrasando Enrico IV re di Francia, val bene una messa…. in moto per vederla.

I giardini di Piazza Dante

Il centro storico di Trento, dove sono custodite le piccole perle da vedere, non è grande e bastano veramente poche ore per girarlo, soffermandosi di tanto in tanto a vedere o visitare le sue attrattive. La città alpina, anche grazie alla sua collocazione posta sulla principale via di comunicazione col nord europa, ha vissuto un vivace periodo rinascimentale, che sopravvive grazie ai suoi monumenti.

La chiesa di san Francesco Saverio

Arrivando dalle tangenziali si seguono i cartelli che indicano il centro città, dovrete oltrepassare il fiume Adige e arriverete nelle vicinanze della stazione ferroviaria, di fronte c’è un grande giardino, facendo il giro degli isolati in questa zona troverete molti parcheggi dedicati alle due ruote. Dai giardini di piazza Dante, con la stazione alle vostre spalle, dirigetevi a piedi verso destra avviandovi per la centrale via Belanzani. Qui trovate la chiesa dedicata a San Francesco Saverio, progettata dall’architetto gesuita trentino Andrea Pozzo, nata nello spirito della Controriforma tridentina
Sul lato destro di questa storica strada trovate alcuni palazzi preziosamente affrescati. Via Belenzani era chiamata in passato “Contrada Larga” ed è una delle più belle e vivaci vie della città, è attorniata dai palazzi nobili del rinascimento trentino.

Una di queste residenze è Palazzo Geremia, costruito alla fine del XV secolo. Gli affreschi sulla facciata sono suddivisi in riquadri e propongono alcuni degli avvenimenti quotidiani della città di un tempo. Possiamo osservare sfilate, cortei, gli ingressi trionfali, ed altri episodi che davano lustro e simboleggiavano la potenza delle dinastie locali.

Palazzo Geremia, via Belenzani

Di fronte si trova il Palazzo Thun, la residenza nobiliare della più influente famiglia trentina. Oggi i palazzi sono sede del Municipio di Trento. Molto bella è la facciata affrescata di un altro storico edificio: Palazzo Alberti Colico.

Particolare di un fregio

Avrete modo di vedere in fondo alla via uno scorcio del salotto di Trento, ovvero la centralissima piazza Duomo, dove spicca la bella fontana barocca di Nettuno, della fine del  ‘700, opera dell’artista Francesco Antonio Giongo.

La fontana del Nettuno in Piazza Duomo

Particolare della fontana del Nettuno, alle spalle palazzo Cazuffi

La piazza ospita alcuni tra i più eleganti palazzi del capoluogo ed insieme all’articolata struttura del Duomo, dedicato a San Vigilio, regalano un colpo d’occhio stupefacente. La grande chiesa è il capolavoro di Adamo d´Arogno, in stile romanico con forti influenza gotiche, tuttavia, il Duomo nel corso dei secoli ha subito profondi interventi che ne hanno modificato lo stile.

Di fianco al Duomo, occupa un lato della piazza il Palazzo Pretorio, residenza arcivescovile dalla caratteristica merlatura, ora sede del Museo Diocesano, e la Torre Civica, del 1200 eretta sulle rovine della Porta Veronensis, porta di accesso meridionale della vecchia Trento, posizionata sulla via Claudia Augusta, della quale si conservano ancora delle tracce.

Piazza Duomo

Alle spalle della fontana il Palazzo Pretorio nell’angolo il Castelletto dei Vescovi e il Duomo

I due leoni reggenti le colonne del protiro sulla facciata nord del Duomo

Particolare dell’abside

La piazza è il salotto buono della città e prendere il caffè, seduti ai tavolini dei bar, è uno degli sport preferiti di chi ha il piacere di passare di qua. Si prosegue verso l’altra piazza storica di Trento, Piazza Fiera circondata dalle stroriche mura merlate. Nelle vicinanze si trova il tipico locale Pedavena, si tratta di una birreria, o un’antica osteria trentina, una pizzeria ma anche ristorante, comunque sia è un locale sempre molto apprezzato e ricercato dai turisti, per il suo ambiente caratteristico e per la birra artigianale.

Piazza Fiera, sede della Motobenedizione di Trento

Ritornando sui nostri passi, da piazza Duomo si accede alla centrale via Cavour dove si erge la torre della Tromba, esempio dei tanti fortilizi eretti entro le mura della città medioevale, e la chiesa di Santa Maria Maggiore la cui costruzione venne attuata per volontà del Principe Vescovo Bernardo Clesio, in occasione del Concilio di Trento. Bernado Clesio è una delle figure storiche di rilievo del Trentino per il suo importante ruolo politico e religioso nel corso del XVI secolo.

Il campanile di Santa Maria Maggiore

Torre Vanga

Da piazza Santa Maria Maggiore, attraversando il quartiere della Portela, distrutto dagli eventi bellici della II^guerra mondiale, si giunge verso Torre Vanga, un altro edificio storico che rappresenta uno degli esempi più significativi dell’epoca medioevale della città, eretto a difesa delle mura occidentali di Trento.

Il campanile della badia di San Lorenzo

Eretta tra la stazione ferroviaria e quella dedicata alle autocorriere, si erge l’antica badia di San Lorenzo. La Badia fu costruita in stile romanico per opera dei frati Benedettini, nella seconda metà del XII nell`“isola” presso il fiume, che all’epoca aveva un corso diverso da quello attuale, fuori le mura della città. Il particolare interno è caratterizzato dalla volta a crociera, affrescata con delle stelle ed è sostenuta da forti colonne.

La Badia di San Lorenzo

Per terminare la visita della città dobbiamo vedere il famoso castello del Buonconsiglio, per far ciò occorre tornare verso il centro cittadino ed avviarsi verso via del Suffragio, un tempo la via che permetteva l’accesso al fiume Adige difeso dal baluardo di Torre Verde.

La porta di accesso a via del Suffragio

Via del Suffragio

Palazzo Meli del Monte in via del Suffragio all’angolo con via San Marco

I palazzi tra via del Suffragio e via Manci

Al termine dei portici di via del Suffragio, guardate in alto la bellezza dei palazzi del quartiere “tedesco”, tra i quali palazzo Meli del Monte, sul quale in un grande affresco sono raffigurate le fatiche di Ercole, le figure dei Sapienti ed è un edificio che è posto tra l’architettura tardo gotica e quella rinascimentale. Quindi, si svolta percorrendo via San Marco fino ad arrivare alle mura del grande castello del Buonconsiglio.

Il Castello del Buonconsiglio, Castelvecchio ed il Mastio la parte più antico dell’intero edificio

La parte più antica, dove si erge l’antica torre Augusto o torre Grande è detta Castelvecchio. Dalla metà del 1200 alla fine del 1700 fu residenza dei vescovi di Trento e luogo di governo, da qui l’origine del nome del castello. Al primo sguardo si comprende come la struttura che osserviamo sia la somma di diverse epoche e stili architettonici. Complesse soluzioni rinascimentali si fondono con le semplici strutture primordiali. Accanto a Castelvecchio si erge Magno Palazzo voluto per volere di Bernardo Cles. All’interno molti luoghi sono stati ingentiliti con gli affreschi del Romanino, del Fogolino, del Dosso Dossi e Battista Dossi.

L’opera artigianale delle maestranze lombarde, venete e del nord Europa hanno generato una delle più belle ed interessanti residenze principesche del nord Italia.

Un’immagine del castello del Buonconsiglio in una bella giornata autunnale a Trento

Merlature a coda di rondine, finestre e loggiato in stile gotico – veneziana, donano a questo imponente edificio un grande equilibrio ed eleganza. Le sorprese non finiscono, ad uno degli estremi del castello si trova la Torre dell´Aquila. Qui è conservato un notevole esempio della pittura cavalleresca medievale. Il ciclo gotico è opera di un maestro di origine boema, commissionato dal principe vescovo Giorgio di Liechtenstein. Questo capolavoro è detto “Il ciclo dei mesi”, descrive la vita di corte con i suoi giochi, i balli, i divertimenti. Dame e cavalieri si contrappongano al lavoro nei campi dei contadini mentre si susseguono le stagioni.

La raffinatezza dei capolavori, gli stucchi barocchi, gli ampi loggiati, che celebravano il fasto, il prestigio e la potenza dei principi vescovi, lasciano il posto alle tetre prigioni, nelle cui celle vennero incarcerati Damiano Chiesa, Fabio Filzi e Cesare Battisti, figli dell’irridentismo italiano e ancora la fossa dei martiri, posta alle spalle del maniero ove venne giustiziato Cesare Battisti.

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